L’argomento di questa settimana, la 23esima di Change11, verte sulla ricerca educativa; nell’affrontare il tema il facilitatore Tom Reeves ha presentato alcune idee sulla ricerca progettuale educativa che a suo dire offre una valida alternativa ai tradizionali approcci di ricerca. Ha espresso la convinzione che qualora fosse maggiormente adottata avrebbe ripercussioni benefiche sui risultati.
Ritengo utile, in quanto significativa, riportare la diapositiva che ho estrapolato dalla presentazione realizzata dal facilitatore; vi compare l’elenco dei criteri chiave della progettazione basata sulla ricerca:

diapositiva tratta da Educational Technology that Matters to Practitioners: The Promise of Educational Design Research
Un’altra convinzione del docente è che i tempi siano maturi per una collaborazione fra i ricercatori e gli operatori scolastici in approcci più efficaci ai fini della risoluzione dei problemi educativi.
Pur dichiarandomi sostanzialmente d’accordo con l’affermazione non posso scordare che anche altri fattori concorrono alla soluzione dei bisogni formativi; ne ho parlato qui.
A sollecitare la mia attenzione sono state, fra le altre cose, le indicazione relative alle attività proposte che fanno uso di un’espressione – fattore d’impatto – di cui ho solo intuito il significato, ma aspirando a una chiarezza di idee mi sono attivata per colmare lo scarto cognitivo.
Qui ho trovo la sua definizione, si tratta di un indicatore per misurare l’autorevolezza, la popolarità, l’influenza di una rivista; alternativo al fattore di impatto è il H index che si può misurare ne i database citazionali (Google Scholar accesso libero).

la mappa realizzata con WikiMindMap, rappresenta l’articolazione di elementi connessi al fattore d’impatto
Alla conclusione di queste note su
- ricerca educativa
- fattore d’impatto
non posso operare un collegamente fra quanto fino ad ora esposto e la delusione espressa da G.Siemens qui in riferimento al mancato incarico dovuto a
What I haven’t done as much of, however, is publish in traditional journals and texts. I haven’t really seen the need, to be honest…
L’episodio rappresenta, a mio avviso, l’anacronismo e la cecità di alcune norme e di coloro che le applicano pedissequamente.
Come non considerare, infatti l’impatto di internet che rende disponibile documenti di lavoro non inseriti in riviste specifiche e dei motori di ricerca che facilitano le citazioni degli articoli perché facilmente raggiungibili in rete e che sfuggono all’universo monitorato ai fini del fattore d’impatto ?
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