new post #PLENK2010 Tempo di bilanci

Indirizzo la mia attenzione su un elemento del corso, ormai in fase conclusiva, al quale sono rimasta agganciata e perciò bloccata, trattenuta. So che finché non avrò dipanato la matassa non potrò interessarmi ad altro e questo non è un bene considerando i progetti in cui sono coinvolta.

Ciò a cui mi riferisco è l’aggregatore gRSShopper che per alcuni giorni mi ha procurato uno stato d’ ansia di cui ho già riferito.

È mio proposito far luce su di esso presentandolo, descrivendolo, esplicitandone le applicazioni e le ragioni del suo uso.
Ciò che intendo esprimere è che si tratta di uno strumento utile, vantaggioso ma è al tempo stesso una di quelle tecnologie sulle quali spesso è facile proiettare ansie paure personali che poco hanno a che fare con le architetture tecnologiche pensate e sviluppate per facilitare l’apprendimento/insegnamento.

Per raggiungere l’obiettivo svolgo una ricerca concentrandomi sui risultati ottenuti tramite Bing, già Powerset, che conducono tutti alla sorgente qui.

In sintesi,  gRSShopper è un software libero e open source per il download pubblico. Combina l’aggregazione di risorse, un dataspace personale e editoria personale. Consente di organizzare i contenuti online in qualsiasi modo lo si desideri per importare il contenuto,  il proprio o altrui, da siti remoti, per remix e riutilizzazione e di distribuirlo come RSS, pagine web, dati JSON, o feed RSS .È un ambiente web personale, più che un software sociale progettato per costruire una comunità.
Si tratta di un database di ricerca, un motore di blogging, un sito web community, un sistema di gestione dei contenuti, e, in definitiva, un ambiente di apprendimento personale.
Il software è scritto in un linguaggio per computer chiamato Perl e viene caricato sul server web. Si utilizza un database per gestire i link, post e altri contenuti. Vi si accede con il browser web.

Non vedendo più segnalati i miei interventi per alcuni giorni di seguito,  ho incominciato a temere il giudizio altrui per  i miei errori, per il disagio vissuto mentre sperimentavo situazioni per me non proprio usuali.

Ho immaginato che attraverso qualche dispositivo fosse possibile formulare un giudizio di valore   attribuendo in tal modo a gRSShopper una funzione non conforme al reale. Gli ho attribuito cioè  il ruolo di giudice quando invece è mezzo attraverso cui la condivisione è resa possibile.

Ho scelto di condividere il mio lavoro con altre persone nel corso  e in generale. con il mondo, non per scelta obbligata,  pur sapendo che la condivisione in pubblico è più difficile:  il giudizio è parte del gioco.

Non nascondo che è stato difficile, a volte imbarazzante ma riconosco che proprio le difficoltà mi hanno permesso di pensare di più a quello che stavo e sto facendo.

La ricompensa per me è che alla vigilia della conclusione del corso sono ancora qui  soddisfatta di vivere, e aver vissuto, un’esperienza meravigliosa.
Da persona, e studentessa, matura e caparbia   rincorro la libertà nelle sue molteplici espressioni tra cui la libertà di accedere alla conoscenza e all’apprendimento, considerati beni pubblici, creati  in un modo non-profit non  perseguendo alcun ricavo dalla loro creazione e dalla distribuzione.

PLENK 2010 è tutto ciò.

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