PLENK2010 Gestione del tempo

È per me importante tenere traccia del ragionamento effettuato, e delle fasi che seguono, ogniqualvolta mi attivo per investigare sui molteplici aspetti inerenti all’e-learning.  Questo principalmente per due motivi: il primo riflette l’esigenza di dar forma al pensiero, il secondo è orientato alla formazione. In altre parole credo che l’esplicitazione del processo attraverso cui sono giunta alla comprensione  dell’elemento problematico preso in esame possa servire a chi in futuro si trovi in situazioni simili.

Ciò su cui intedo porre l’accento oggi è la gestione del tempo, questione con la quale senza ombra di dubbio deve fare i conti chi opera, studia, lavora con la rete e nella rete.

Al fine di mettere a fuoco il problema propongo alcune domande

– come riuscire a coniugare e armonizzare i molteplici interessi e progetti che coinvolgono

emotivamente e mentalmente?

come ritagliare spazio e tempo per documentarsi e riflettere su ciò che accade in Italia e nel mondo?

quali attività privilegiare fra le  numerose sul tappeto?

quali criteri usare per decidere?

è proprio vero che c’è sempre poco tempo o è forse vero che se ne perde troppo?

 

Ciò che mi preme evidenziare è che ci si trova di fronte ad uno di quei problemi per la cui soluzione è necessario possedere specifiche competenze che esplicito nella tabella1 che segue

Le competenze di PKM di ordine superiore.

 

Senso di

rete

Abilità nel mediare fra i 

Contesti formali e

Informali

 

Senso critico nell’uso

Della rete

 

 

Usi creativi

Della rete

Abilità comunicative, relazionali, sociali e di condivisione 

“Essere a rete ” come modalità di approccio per la condivisione, lo scambio e la costruzione di conoscenza per comprendere e gestire le dinamiche e i flussi di comunicazione e di relazione della rete .

Capacità di gestione delle fasi e dei processi in per la creazione e condivisione di conoscenza 

 

Sviluppo delle capacità, competenze e abilità per ricercare e selezionare le informazioni e le risorse. 

 

Uso creativo nell’uso della rete , dei suoi strumenti e dei suoi ambienti, dalla scrittura alla realizzazione/ condivisione/organizzazione delle risorse multimediali, per poter elaborare concetti e informazioni in modo efficace. 

 

1 Nell’elaborazione delle tabelle si è utilizzata quale fonte articolo siel 2009 (Cigognini, Pettenati & Paoletti, 2008).

Mi piace anche riportare quanto riferisce Cigognini nella sua tesi di dottorato Personal Knowledge Management per imparare ad apprendere: un modello di competenze e strategie formative per vivere la conoscenza in rete esponendo il pensiero di Downes sulle macro abilità che descrivono il profilo di expertise di chi si approccia efficacemente ai processi in rete di acquisizione e di gestione del conoscenza:

 

Con riferimento alla situazione che mi ha persuaso ad affrontare il tema del post  odierno non trascuro di ricordare che nel corso della circostanza ho vissuto uno stato d’ansia riconducibile al conflitto vissuto in merito alle priorità da dare alle diverse attività che sollecitavano la mia attenzione.

Si tratta di attività legate ad  avvenimenti nazionali e internazionali che fanno parte del contesto in cui vivo e che mi hanno distolto dal nuovo corso di studio da poco intrapreso e/ o dalle pratiche finalizzate al mantenimento delle mie connessioni in rete. Sono occupazioni che, a mio avviso,  solo apparentemente sono sprovviste del carattere di urgenza e di importanza e solo superficialmente appaiono non pertinenti con attività relazionali e d’uso creativo di rete.

Come pensare , infatti, di poter trascurare le vicende di Wikileaks e del suo fondatore in difesa del quale ho sottoscritto una petizione promossa da  Il fatto quotidiano o come non apprezzare l’intervista che Occorsio ha fatto al massmediologo e sociologo, direttore del McLuhan Institute di Toronto: “WikiLeaks, fondamentale per la democrazia” De Kerckhove?

Propongo ora i criteri più ricorrenti utilizzati nell’uso del tempo ricorrendo al lavoro di B. Cannella che, occupandosi della gestione del tempo,  ne ha individuati cinque:

  1. importanza
  2. urgenza
  3. importanza del richiedente
  4. competenza
  5. semplicità

Secondo l’autrice «solo i primi due criteri seguono principi razionali e utili per l’organizzazione.  Gli altri criteri sono dovuti ad un uso difensivo del tempo. Sono criteri che riducono l’ansia, […] consentono di sentirsi più sicuri o rassicurati, ma non sono razionali».

Conclusioni.  Obiettivo della riflessione proposta era ragionare sulla gestione del tempo, un problema che, nella società digitale dove non si può prescindere dalle tecnologie di rete per i processi di acquisizione del sapere, ogni knower, worker o learner incontra.

Le domande proposte all’inizio focalizzavano la gamma degli aspetti legati al problema e miravano ad approfondirne la visuale.

Si è visto che la questione richiede competenze, si sono considerati altresì i principi adoperati ripetutamente nell’uso del tempo.


 

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