#CCK11 a proposito di gruppi e di reti

Ho viaggiato in compagna di Downes venerdì andando a Roma, non nel senso letterale del termine, ovviamente.  Mentre il treno FrecciaArgento procedeva verso la capitale ho letto quanto Stephen ha sottoposto all’ attenzione dei corsisti

Si tratta di descrizioni, considerazione riflessioni che ruotano attorno ad un argomento: i gruppi e le reti.

Anche se viaggiavo da sola mi sono sentita in compagnia di un amico che raccontava esisodi di vita passata ed io sono stata ben felice di starlo ad ascoltare, ma con atteggiamento vigile, lo riconosco.

Ha snocciolato episodi e  narrazioni presi dalla sua vita ed esperienza reale per portare esempi di aggregazioni sociali che, a suo dire,   soddisfano il bisogno di appartenenza e di sopravvivenza. Non è infrequente che  l’identità di gruppo diventi più un fardello che una benedizione, è questo  il caso dei gruppi terroristici,  del fanatismo nazionalista, degli ultras che popolano gli stadi. L’elenco potrebbe continuare, soprattutto di questi tempi in Italia come  all’estero.

Considerando le reti Downes dice che sono basate sulla ragione, che  rispondono al bisogno che l’uomo ha di connettersi, d’ imparare e di conoscere. Alla domanda « perché le reti?» Stephen enumera   tre  ragioni principali. Prima di tutto, la natura del conoscente: gli esseri umani assomigliano a ecosistemi ; in  secondo luogo e molto importante è data dalla qualità delle conoscenze. E  infine, la natura della conoscenza stessa: in un gruppo la conoscenza  è  sola trasmissione di senso.

Cosa differenzia i gruppi dalle reti?

  • i gruppi richiedono unità e reti diversità;
  • i gruppi richiedono coerenza, le reti richiedono autonomia
  • a definire un gruppo è la qualità  che i  membri hanno  in comune;  invece,  una rete è un’ associazione  di enti o di membri  creata da un insieme di connessioni tra entità

Nel corso della mia permanenza  nella capitale mi sono sorpresa più volte mentre osservavo il comportamento delle persone che di volta in volta mi capitava d’incontrare, cercavo di scoprire a quali possibili gruppi potessero appartenere. Fra i denominatori comuni ho individuato  privilegi, presunti motivi di superiorità, insomma elementi più riconducibili alle emozioni che alla ragione.  La sensazione non è stata certamente positiva, avendo presenti  i pericoli derivanti dall’irrazionale.

Cos’ è una connessione?

Una connessione è semplicemente il condotto lungo il quale un segnale può essere eseguito.

Ciò che definisce una rete è la natura e l’entità di tale connettività. La natura e la misura in cui questi individui sono collegati tra loro.

Una rete vive di diversità. La rete è disordine, caos, anarchia di massa, vi può essere ordine, responsabilità identità all’interno di un ecosistema? sì; all’interno di una rete? sì

Le osservazioni sui gruppi e sulle reti,  trasferite  all’apprendimento comportano conseguenze non trascurabili: il  ruolo fondamentale del sistema educativo dovrebbe  forse essere espressione dell’attaccamente ad un gruppo (religioso, nazionale, di distribuzione della ricchezza…)?

Accanto all”interrogativo  su quale  modello sarebbe preferibile fosse prevalente, basato sul gruppo o sulle reti, Dowens pone un altro interrogativo quello che si riferisce  ruolo fondamentale che il  sistema educativo dovrebbe avere. Promuovere forse un attaccamento emotivo ad un gruppo? No di certo considerati i numerosi esempi in cui il prevaledre dell’ indentità di un gruppo ha avuto effetti disatrosi. Viceversa la società, e quindi anche il sistema educativo, dovrebbero privilegiare la ragione,  l’organizzazione  di rete anziché di gruppi.

Le reti richiedono autonomia vale a dire che ogni individuo in una rete opera in modo indipendente, ciò comporta la definzione di ciò che è importante per sè, i valori, gli interessi. L’interazione in rete è reciproco scambio di valore. Le persone non eseguono quello che è detto loro di fare;  la tecnologia incoraggia l’autonomia

Le reti sono distribuite, non c’ è un deposito della conoscenza che viene distribuita, quando un’idea si propaga ad una rete proviene da qualsiasi fonte attraverso un processo chiamato propagazione

In una rete, la conoscenza è emergente.  La conoscenza non si trova in un dato individuo, ma è una proprietà della rete nel suo complesso. Di conseguenza è una conoscenza che non può esistere in ogni individuo, ma solo in rete nel suo insieme. E ‘qualcosa di più complesso, nel senso che è in grado di catturare e descrivere fenomeni che non sono semplici come causa ed effetto, ma complessa come la natura della società o la natura del tempo.

Downes in qualità di  viaggiatore, passando dal Canada al SudAfrica e quindi alla Nuova Zelanda coglie l’occasione per osservare comportamenti e orietamenti dominanti nei confronti delle tecnologie che costituiscono l’oggetto delle sue conferenze.  Il fenomeno emergente è il web personalizzato, il web interattivo il web 2.0 eppure ovunque le tecnologie esse  sono bloccate; attorno ad esse, in nome della sicurezza sono stati costruiti dei muri, delle pareti che ostacolano.  Per poter accedere a qual si voglia sito è necessario per l’account lasciare l’indirizzo, il nome e ogni altra sorta d’informazione. Barriere. Ma le necessità sono altre: c’è bisogno di vivere,  d’insegnare e d’imparare dove gli studenti vivono, insegnano e imparano, questo implica la cessazione di ogni blocco dei loro spazi.

La tecnologia di rete che comprende la diversità favorisce la diversità, la tecnologia Internet favorisce la diversità piuttosto che la conformità.

Nell’ultima lettura indicata (7 Habits of Highly Connected People) la domanda dominante è: cosa contraddistingue la gente altamente connessa?

Essere reattivo, ciò comporta la necessità di leggere e commentare la produzione altrui mentre la creazione di contenuti dovrebbero essere come reazione ai punti  di vista di altre persone.  Si tratta di collegamento, e il modo migliore per connettersi è quello di tracciare chiaramente il legame tra il loro contenuto e la vostra.

2. Go With The Flow andare con il flusso

Quando si collega on-line, è più importante trovare i luoghi in cui si può aggiungere valore piuttosto che perseguire un determinato obiettivo. Il Web è un mezzo di rapida evoluzione, ed è necessario adattarsi per soddisfare le esigenze del momento.

3. Connessione viene prima
4. Condividi
Il modo di funzionare in un mondo connesso è quello di condividere senza pensare a ciò che si otterrà in cambio.  Condividere senza preoccuparsi cosiddetti “free-riders” o le persone che beneficiano del vostro lavoro.

In un mondo connesso, si vuole essere necessaria ed auspicabile. In questo modo, nel tempo, causano risorse da inviare a voi, non come ricompensa per qualche pezzo di lavoro, ma perché la gente vuole mandare roba per aiutarvi ad essere ancora più prezioso per loro

Quando si condividono, le persone sono più disposte a condividere con voi. In un mondo in rete, questo ti dà accesso a più di quanto si possa produrre o acquistare da lei. Attraverso la condivisione, si aumenta la propria capacità.

5. RTFM
RTFM è l’acronimo di “Read The Fine Manual” (o qualche variante di esso) ed è una delle regole elementari di comportamento su Internet. Che cosa significa, fondamentalmente, è che la gente dovrebbe fare lo sforzo di imparare per se stessi prima di richiedere l’istruzione da altri.

6. Cooperare
Le persone non in linea collaborano. Si uniscono le squadre, si condividono gli obiettivi e il lavoro; tutti lavorano nello stesso luogo, usano gli stessi strumenti, e hanno la stessa visione di fondo del progetto o organizzazione.

Online, le persone cooperano. Sono rete. Ognuno ha la sua propria finalità e obiettivi, ma ciò che unisce il tutto è una rete di protocolli e di comunicazione. Persone contribuiscono con le loro proprie parti. Online, non è possibile far valere la tua volontà o (al di là in misura limitata) per ottenere il vostro modo di gridare e di intimidazione. Questo significa che le comunicazioni online sono molto più volontarie della comunicazione offline. Il successo dei connettori online è dovuto a questo.

Per collaborare è necessario conoscere i protocolli; queste regole non possono essere rotte da chiunque. Stabiliscono la base per la comunicazione. Protocolli esistono in tutti gli aspetti della comunicazione online, dalle tecnologie che collegano software (come il TCP / IP e HTML) per i modi le persone parlano tra loro (come la netiquette e le emoticon).

7. Be Yourself essere se stesso
L’idea alla base di “essere te stesso” non è che hai qualche tipo di vita non in linea (se si può).ma  è un riconoscimento che la vita online comprende i molti e diversi aspetti della vostra vita, e che è importante che questi aspetti sono tutti rappresentati e lavorare insieme.

Qual è la mia posizione a tale proposito? posso essere annoverata tra le persone altamente connesse ?

Direi di sì

2 thoughts on “#CCK11 a proposito di gruppi e di reti

  1. Molto grazie per questo sommario. Ho studiato l’italiano dieci anni fa, ma non lo parlo frequentamente🙂 Questo blog-post era una bella opportunita per praticare la lingua e leggere un buon sommario degli scritti CCK per questa setimana🙂

    Mi piace que sono uomini que scrivano in altre lingue nel questo corso. E un buon esempio que il mondo non e solamente per gli studianti e gli accademici anglofoni!

    • Ringrazio per il commento positivo, è per me un feedback importante. Effettivamente l’uso di altre lingue in questo corso non è molto praticato. È un peccato perché si corre il rischio di perdere una fetta di realtà e di escludere connessioni potenzialmente utili. Studio l’inglese che comprendo nella forma scritta mentre nel parlato e nell’ascolto le difficoltà sono evidenti. Complimenti per il tuo italiano!

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