#CCK11 riflessioni mentre navigo in piscina (Unitus) e in acque oceaniche (CCK11)

Una concomitanza di fattori mi portano a scrivere il post di oggi:

a) il tema della X settimana di CCK11, Pedagogia di rete: il ruolo dell’educatore/insegnante

b) la segnalazione su Facebook ad opera di un corsista del CCK11, Abdullah Saygili, di un video TED

c) intervento in un forum di una corsista del master che sto frequentando

d) personale esperienza di insegnante, professione che esercitato per trentasette anni.

 

Propongo parte del sommario del lavoro di G. Siemens Learning and Knowing in Networks: Changing roles for Educators and Designers in cui l’autore  con domande chiare e incisive focalizza l’attenzione sui mutamenti, le trasformazioni e le variazioni in atto sul ruolo dell’educatore della formazione in rete, oggi.

Gli attuali sviluppi della tecnologia e del software sociale hanno alterato in modo significativo sia i modi attraverso cui gli studenti hanno accesso alle informazioni e alla conoscenza, sia la modalità con cui ha luogo il dialogo tra gli studenti l’istruttore. In entrambi i casi questi domini (accesso e interazione) sono stati in gran parte sotto il controllo dell’insegnante o dell’istruttore.

Ora le pareti dell’aula sono sempre più permeabili. Google Scholar e riviste liberamente accessibili assicurano un maggiore accesso alle risorse accademiche; un’estensione di approcci più informale come la ricerca regolare in Internet e Wikipedia. software social (blog, wiki, social bookmarking, instant messaging, Skype, Ning) offrono opportunità per gli studenti di creare, di dialogare e diffondere informazioni.

Quali ripercussioni hanno sul ruolo docente? Le pratiche dell’ educatore come cambiano negli ambienti di rete dove le informazioni sono facilmente accessibili?

Come si fa a progettare l’apprendimento quando gli studenti possono adottare più percorsi e approcci al contenuto e curriculum?

Come si possono raggiungere obiettivi di apprendimento centralizzati in ambienti decentrati?

Nel video TED intitolato I nuovi esperimenti di Sugata Mitra sull’auto-insegnamento il pedagogista fa il resoconto di una serie di sperimenti sul campo da New Delhi al Sudafrica all’Italia, dice di aver dato ai bambini l’accesso al web in autogestione osservando risultati che potrebbero rivoluzionare la nostra idea di insegnamento.

Nel video il pedagogista riporta due affermazioni di A.C.Clarcke che meritano di essere ricordate sulle quali concordo pienamente:

  1. un insegnate che può essere sostituito da un macchina dovrebbe essere sostituito;
  2. se un bambino è interessato allora l’istruzione ha luogo: quando hai catturato l’interesse allora avviene anche l’istruzione

Intervento in un forum di una corsista del master che sto frequentando in cui dice di aver acquisito nel corso del master una serie di conoscenze sul lavoro dell’insegnante, dell’educatore, del formatore, sulle competenze che deve avere e che deve continuamente perfezionare ed aggiornare se vuole fare bene il suo lavoro […]

Si tratta di affermazioni che riflettono implicitamente il pensiero diffuso nell’opinione pubblica sulla scuola in generale e sulla figura dell’insegnante nello specifico e che evidenziano un dato su cui riflettere: il solo fatto di essere stati sui banchi di  scuola come studenti frequentemente è vissuto come attestato di riconoscimento di esperto in formazione. Mentre ben altri studi e preparazione sono necessari!

Si tratta di affermazioni che sottolineano la necessità di una continua messa in discussione della personale formazione dell’educatore e della necessità di una sua continua trasformazione.

Per trentasette anni ho esercitato la professione d’insegnante ben contenta di poter svolgere un lavoro che facilita l’esercizio della personale creatività e permette una libertà d’azione impensabile in altri settori lavorativi. Quali sono gli elementi su cui ho basato e costruito la mia identità e il mio ruolo?

  • curiosità insaziabile, apertura al nuovo, ricerca di diversi punti di vista.
  • percezione del bisogno di autorealizzazione
  • approccio lifelong learning
  • e-learning
  • apprendimento formale, non formale, informale
  • PKM, che ho esperito in tutti i gradini del possibile
  • valori etici

Quali conclusioni trarre?

Il mantenimento dello status quo è impensabile in ogni campo e aspetto della vita anche nella formazione; le trasformazioni sono in atto e vale la pena di assecondarle e sfruttarle anche per migliorare se stessi potenziando il bagaglio di esperienze personali.

È possibile che l’incontro uomo – macchina conduca ad un significativo miglioramento in virtù della maggiore e più approfondita comprensione dei bisogni dell’uomo e della sua complessità?

Si arriverà a utilizzare tecnologie olografiche per scopi ricreativi, scientifici e didattici?





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