#CCK11 ultimo atto

Sono già finite le dodici settimane  del CCK11, il secondo corso MOOC a cui ho partecipato. Mi dispiace, anche se, lo ammetto, non ho dedicato a questo corso lo stesso tempo e impegno riservato a PLENK2010 a causa del master che  sto seguendo in contemporanea.  Con la sua conclusione viene meno per me uno stimolo di forte impatto, un pensiero su cui spesso mi sono fermata, e perché non ammetterlo?,  anche obiettivo di vita.

Ho già effettuato la registrazione a MOOC.ca per essere informata sulle prossime iniziative, c’è in me infatti la volontà di restare connessa con questa parte di mondo nella quale mi riconosco: i lifelong learners.

Cosa ho imparato?

Anche se  breve,   è opportuno che io faccia un bilancio sia per tenere traccia, memoria storica, sia per organizzare e riflettere su quanto mi è accaduto, sulle considerazione che i vari stimoli e la stessa situazione formativa ha determinato in me.

1. La strada verso un’ulteriore grado di emancipazione questa volta è passata attraverso lo sganciamento del corso dalla piattaforma Moodle che nel PLENK 2010 ha rappresentato una sorta di utero protettivo a cui tornare con cadenza settimanale o forse qualora si scegliesso di restare agganciati al cordone ombelicale che ci ha tenuti collegati .

2. Ho consolidato la messa a fuoco di alcuni nodi per me particolarmente importanti, trascurando molti altri, dei quali non dico di aver perso le tracce, ma sui quali non mi capita nè mi è capitato di imbattermi frequentemente. Avendo deciso di affidarmi anche al caso nella costruzione e ricerca di connessione, penso di non dovermi anguistiare troppo se alcuni nodi sono spariti dalla mia visuale. Potrò sempre recuperarli in futuro.

3. Anche se un pò disorientante, soprattutto nella sua fase iniziale, lo spostamento su Facebook degli incontri fra CCK11 learnes è risultato proficuo per le segnalazioni immediate su cui ho potuto contare, alcune veramente apprezzate. Il ritrovarsi sul sito del social networking offre l’occasione di disporre un maggior numero di elementi di conoscenza per la caratterizzazione dei colleghi. Ciò si rivela particolarmente  utile per individuare i nodi con una maggiore affinità sia in relazione a  visione della vita, ai gusti in fatto di libri, musica, orientamento politico.

Pur riservandomi di verificare, mi pare di poter affermare di avere più amici su FB di paesi stranieri che italiani, senz’altro vera è l’affermazione per quanto riguarda la mia rete sociale, quella esistente in terra straniera è certamente più ampia rispetto a quella italiana. Credo che dipenda dal fatto che delle persone che conosco, che mi sono amiche  molte non si sono ancora avvicinate alla rete. La metafora dell’essere straniero in patria si dimostra così quanto mai appropriata.

4. L’esplicitazione di rapporti sulle reti sociali, o meglio su Fb, evidenzia una lontananza, un’altra diffiormità rispetto a quelli che intercorrono fra i gruppi-classe o gruppi di lavoro espressi nelle piattaforme. L’esercizio di potere in Fb sembra passare attraverso la quantità di informazioni e segnalazioni. Nei forum delle piattaforme i vip si prodigano in commenti.

5. Minore è la resistenza da me esercitata a usare la lingua inglese, anche se in maniera sintetica, rispetto alla modalità d’interazione nel precedente PLENK2010. Mi pare una conquista da sottolineare, valorizzare.

Dalla prossima settimana incomincerò a osservare e forse partecipare a MobiMOOC, qui l’attività è già partita da una settimana, debbo mettermi al passo e studiare la strategia più opportuna.

Grazie CCK11

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