Paesaggio sonoro

Stimolata dalla proposta di Alberto Pian, conduttore del seminario conclusivo del master, mi fermo a riflettere sull’attività intitolta Paesaggio sonoro; nel farlo mi preme esplicitare  il percorso stesso della riflessione rappresentando un’occasione per organizzare e chiarire  i miei pensieri. Procederò  segnalando le tappe.

Prima fase.

Metto a fuoco il problema formulando alcune domande, aiutata in questo dalla traccia che il docente ha fornito:

a) Quale luogo geografico si presenta ai nostri occhi? Es: montagna, collina, pianura, mare, città, paese…

b) Quali oggetti sono presenti? Es: automobili, piatti e stoviglie, orologi, imbarcazioni…

c) Sono presenti persone e animali? Es: gente al mercato, cani che abbaiano, insetti, un cameriere che chiede le consegne

d) Gli  elementi  possono essere uniti all’interno di un contesto? Quali avvenimenti stanno capitando?

Mi interrogo sulla differenza fra suono e rumore.

Diligentemente annoto

  • i diversi paesaggi che l’ascolto dei rumori contenuti nel file audio evoca: mare, campagna, paese, montagna.
  • associazioni/ evocazioni:
  1. pianura, spari, apertura della caccia, le doppiette imbracciate squarciano l’atmosfera ovattata della campagna immersa nella nebbia mentre i cacciatori solcano zolle di terra scura appena smosse ;
  2. la sirena di una nave sulla rada annuncia la sua prossima partenza , anche qui nebbia, Gente di Dublino (James Joyce), un marianio nel bar del porto sta bevendo la sua ultima birra;
  3. voce umana, esercizi di impostazione della voce, prodotto;
  4. ululato lupo, ambiente appenninico, lupo della Sila.

Procedo con una prima stesura: è descritto un  ambiente in cui si distinguono degli  spari, il rumore di un motore (forse un trattore, forse un elicottero che sta atterrando). In lontananza il richiamo della sirena di una nave annuncia che la partenza è ormai prossima. Anche il suono della trombetta annuncia, comunica, impartisce ordini: si deve reagire. Sentendo i  colpi di fucile  dapprima si può pensare che la stagione della caccia sia appena avviata  e che si siano imbracciate le doppiette, si può pensare anche  che qualcuno si diletti al tiro al bersaglio e goda per la sua abilità con i fucili ad aria compressa. Ma i quando i colpi si ripetono a mitraglia i dubbi vengono meno.

Realizzo un’interprestazione d’insieme:

un caleidoscopio di rumori taglienti, penetranti parla di  un paesaggio antropizzato. La presenza dell’uomo si desume dal rumore che produce.  La sua azione genera rumore, dapprima isolato poi rumore incalzante, per lo più aggressivo, evoca dolore, distruzione. Le uniche voci naturli sono rappresentate dall’ululato del lupo e dalle vibrazioni della voce umana. Entrambe fanno ricordare un urlo prolungato, lamentoso accompagnandosi a sensazioni di lacerazione e di minaccia.

Seconda fase

Leggo il documento  «L’ascolto e il paesaggio sonoro» ponendo a margine del foglio delle note  che qui  riporto:

  1. « […] il segreto dell’educazione alla creatività: solo chi possiede una lettura polivalente del reale può acquisere una capacità costruttive altrettanto polivalente di vivere e rielaborare il reale stesso» l’affermazione mi porta a riconsiderare gli strumenti che gli studenti del master hanno a disposizione per la comunicazione: chat, diario di bordo, verbali, forum, aula virtuale, ma si utilizzano anche google docs, skype.  Mi chiedo quanto della comunicazione andrebbe persa se si utilizzassero solo strumenti legati parlato.
  2. Plutarco e l’incapacità di ascoltare. Da recuperare.
  3. « […] Senza il suono che cosa sarebbe lo spazio?» La domanda mi ricorda quanto sia cruciale per i progettisti di LO  avere bene a mente i problemi legati all’accessibilità per predisporre occasioni alternative.
  4. « Quando i ritmi del paesaggio sonoro si fanno confusi e caotici, la società sprofonda in una condizione di sciatteria e pericolo […]  (Schafer) » e «Oggi il Rumore trionfa e domina sovrano sulla sensibilità degli uomini» Sono affermazioni che ben si accompagnano a quanto ho esplicitato nell’interpretazione d’insieme sopra riportata.

Fase terza.

Di prossimo svolgimento quando mi dedicherò alla registrazione  e al confronto di paesaggi sonori catturati.

Concludo esprimendo la mia soddisfazione per l’arricchimento intellettuale ed emozionale che l’attività hanno reso possibile.

Grazie, Alberto!



2 thoughts on “Paesaggio sonoro

  1. ehi serena! ma che piacere leggerti! bellissimo seminario, fantastici corsisti, belli i temi… mi fa molto piacere che tu abbia ripreso qui qualche considerazione…
    un caro e simpatico saluto!
    alberto pian

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