Fiducia e solitudine al tempo di Internet e della Rete

Ascolto frequentamene la radio sintonizzata esclusivamente, o quasi, su radio3 RAI; su questa rete e sui motivi che mi spingono a seguirla ho già avuto modo di parlarne in questo altro luogo, perciò vengo al dunque.  Nel corso di una trasmissione, di cui ho scordato il nome, sono stata colpita da due parole  solitudine e fiducia  che il conduttore ha messo in relazione fra loro e che, avendo avuto in me una forte risonanza, mi hanno spinto ad approfondire il senso di questo mio interesse.

Mi considero una persona che ha incominciato ad amare ed apprezzare la solitudine in quella fase della vita in cui le cose possono cambiare radicalmente in un breve lasso di tempo, vuoi per la separazione dagli affetti familiari, vuoi per la conclusione dell’attività lavorativa.

In virtù di questi cambiamenti ho avuto modo di riflettere sia sul significato della solitudine sia sulle sue valenze, positive che negative, arrivando successivamente a ritenere che lo sviluppo della mia identità digitale fosse la soluzione ideale per porre rimedio a quella condizione che di certo limita le interazioni sociali.

Attraverso l’esperienza diretta credo di essere riuscita a rispondere ad alcune delle domande che il binomio di partenza, solitudine – fiducia, sollecita.

Come coniugare fiducia e solitudine nel 21° secolo in cui Internet e la Rete sono la realtà in cui un individuo interagisce, si forma e cresce?

Citando Adriana Zarri posso dire che «Un eremo non è un guscio di lumaca» grazie alla rete, difatti in questa fase della vita le nuove tecnologie rappresentano per me lo strumento che fanno da ponte fra me e gli altri, in altri termini, esse incarnano il mezzo attraverso cui pratico le relazioni sociali di cui mi alimento e da cui continuo ad apprendere.

Un account, una connessione a internet e svariate applicazioni web-based rappresentano anche una porzione dell’aiuto,del sostegno, dell’appoggio di cui posso aver bisogno.

Non sono la sola a pensarla così, il post che segnalo ne è una testimonia.

Per quanto attiene la fiducia, pur rappresentando un reale problema, resta l’unico elemento che cambia tutto dato che è attraverso l’inseguimento del sogno, dell’ideale che l’umanità ha realizzato le più svariate conquiste.

È grazie anche alla fiducia che provo l’uso dello strumento di  cui ho dato un’anticipazione nel post precedente.

Ricerco dapprima due lemmi abbinati  fra loro «trust, solitude» nella raccolta di libri in inglese ottenendo questo istogramma.

Il  grafico  rappresenta in forma schematica qual è l’andamento della popolarità di una parola o di una locuzione negli anni che vanno dal1800 al 2000. Ad un primo sguardo si nota che

  • il primo termine supera nettamente il secondo, ma mentre il primo conosce un’indiscussa ascensione a cui ha fatto seguito una progressiva flessione,
  • il secondo termine mantiene nel tempo una sostanziale tenuta.

Ricerco poi la singola parola, trust, ottenendo il risultato qui visibile quindi procedo con la ricerca del secondo termine, ottenendo il seguente esito: solitude

Gli istogrammi relativi alla frequenza dei due termini nella raccolta di libri, rispettivamente cinese, francese, tedesca, russa, spagnola rivelano grandi differenze. Come spiegare le differenze?

Anche se il fenomeno mi incuriosisce e meriterebbe un adeguato approfondimento, preferisco sorvolare accontentandomi per il momento dei risultati visivi.

2 thoughts on “Fiducia e solitudine al tempo di Internet e della Rete

  1. Davvero stimolante la tua riflessione…utile e accattivante per la meditazione sul tema: SOLITUDINE,FIDUCIA ….E WEB.
    Leggo sempre con piacere i tuoi post,e te ne ringrazio.
    Adesso, se mi permetti vorrei condividere con te questo link : http://www.mariannetalbot.co.uk/podcasts/
    Marianne Talbot , docente di filosofia università di Cambridge, le sue lezioni di filosofia per principianti sono davvero di grande levatura, anche se risentono del pensiero e logico predominane nella sua università e ovviamente dell’impianto teorico-formale del genio di Wittgestein.
    Un saluto da Palermo.
    Angela

    • Sono io che ringrazio te per la cortesia nel commentare il mio post e per la gentilezza nel condividere il link che rimanda alla pagina della docente e alle risorse liberamente fruibili che senz’altro utilizzerò. Quanto prima, spero.
      Ciao.

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