#change11: impatto e difficoltà

Lo studioso digitale: come la tecnologia sta cambiando la scuola.

Titolo originale The Digital Scholar: How Technology Is Transforming Scholarly Practice,  il libro di Martin Weller, è pubblicato dalla casa editrice Bloomsbury in formato cartaceo e disponibile qui anche in rete con accesso aperto, sotto licenza Creative Commons.

Il libro fornisce spunti di riflessione interessanti e coinvolgenti;  nel riflettere ripenso alla mia formazione post laurea che ha preceduto le dimissioni volontarie dall’insegnamento e il conseguente status di pensionata e ai motivi che mi spinsero a intraprendere quel viaggio. Cercavo risposte a domande:

  • come gestire positivamente la seconda metà della mia vita, a conclusione di un percorso che mi aveva visto dapprima studentessa e successivamente insegnante?
  • come sviluppare le mie competenze nei processi formativi, garantendomi allo stesso tempo la soddisfazione del bisogno di autorealizzazione?

So con certezza che quelle scelte, la decisione di riprendere gli studi universitari e la determinazione di lasciare la scuola e l’insegnamento, furono orientate dalle nuove tecnologie.

Agli inizi degli anni 2000 colloco le prime avvisaglie di intima insofferenza nei confronti della scuola dove l’ atmosfera, caratterizzata da resistenza verso qualsiasi proposta di innovazione, risultava stantia. Recentemente, seguendo la segnalazione di M. Guastavigna sul gruppo/rivistabricks su Facebook del suo intervento al BarCamp SIEL del 15 settembre 2011, Reggio Emilia, Un sistema di Istruzione a basso costo ho potuto rivivere quei tempi.

Per placare la mia inquietudine e rispondere al mio bisogno di cose nuove decisi di cercare in altri lidi. Così mi iscrissi al corso biennale di perfezionamento in Didattica assistita dalla nuove tecnologie, proposto dal Politecnico di Milano. Successivamente frequentai il master Metodi e tecnologie per l’e-learning, proposta dall’Università degli studi di Firenze, del quale ho parlato qui e qui e qui , vero e proprio trampolino di lancio per la mia vita di lifelong learner.

Da allora molti sono stati i cambiamenti nella mia vita, io stessa sono cambiata grazie alla scoperta di nuovi orizzonti, di contatti, di scambi, di condivisioni.

Ho smesso i panni d‘ insegnante: ora sono una lifelong learner a cui piace entrare in relazione con altri learners potendo coniugare l’esigenza dell’incontro, dello scambio con il bisogno di riservatezza.

Cosa significa essere studiosi digitali oggi?

Poter contare su

  • apertura
  • essere connessi
  • essere in rete
  • nuovi strumenti

  • nuove metodologie

  • una varietà di modi di diffusione dei risultati delle ricerche

Non mancano gli inconvenienti e le difficoltà che per me sono riconducibili

  • alla posizione dominante della lingua inglese nella comunicazione scientifica
  • tecnologiche

Le difficoltà si combinano nel momento in cui le tecnologie siano tra loro incompatibili.

Mi riferisco all’impossibilità di usare Google Toolbar non essendo disponibile per Firefox 5 o versioni più recenti (aggiornamento di qualche giorno fa Firefox 7).

Sono necessari continui aggiustamenti e modifiche di strategie fra cui

  • abbandono di Thunderbird per la posta elettronica a favore di Gmail che assicura la traduzione del messaggio
  • impostazioni feed: opzione traduci nella mia lingua in Google Reader

Rimando a un momento successivo le mie riflessioni sull’apertura


3 thoughts on “#change11: impatto e difficoltà

  1. Pingback: GT MOOC Week 4: Collective Learning | The Georgia Tech MOOC

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