#change11_ Considerazioni su La sfera semantica IEML

Prendo in esame parte del materiale presentato da Pierre Levy nel corso della XXII settimana (6-12 febbraio 2012) di #change11, durante la quale ha svolto il ruolo di facilitatore. È costituito dalla panoramica, intitolata «Pierre Levy: La filosofia IEML» presente nel wiki di change mooc, e dal capitolo 1 del libro La sfera semantica calcolo, cognizione ed economia dell’informazione scritto dal filosofo e ricercatore.

Introducendo il suo pensiero l’autore rileva che dopo l’invenzione della scrittura, dell’alfabeto, della stampa e dei mass media elettronici si sia ora all’inizio del quarto grande cambiamento antropologico perché i simboli possono essere trasformati da automi massicciamente distribuiti nel mezzo digitale. Evidenzia anche che «una memoria digitale partecipativa comune a tutta l’umanità è in fase di creazione» ma che svariati problemi ostacolano il suo uso. Fra questi annovera l’opacità semantica, l’incompatibilità dei sistemi di classificazione e la frammentazione linguistica e culturale.

Per comprendere la complessità della situazione  può essere utile interrogarsi su alcuni aspetti:  come trasformare l’oceano di dati in conoscenza?  Come trasformare il medium digitale in un osservatorio che riflette l’ intelligenza collettiva? Come sfruttare questo nuovo mezzo per migliorare il processo di cognizione sociale e controllare lo sviluppo umano?

L’autore esplicita il proposito di presentare un nuovo sistema per codificare significati che consentirebbe operazioni sul significato nella nuova memoria digitale di diventare trasparente, interoperabile e computabile.

Ragionando sul sistema di codifica semantica l’autore rivela che la sua ricerca negli ultimi quindici anni è stata dedicata all’invenzione d’un sistema simbolico in grado di sfruttare la potenza di calcolo, la capacità di memoria e l’ubiquità del mezzo digitale. Questo sistema simbolico si chiama IEML (Information Economy MetaLanguage: metalinguaggio dell’economia dell’informazione). Si tratta di:

  1. un linguaggio artificiale che si traduce automaticamente in lingue naturali;
  2. un linguaggio di metadati per l’etichettatura semantica collaborativa dei dati digitali;
  3. un nuovo strato d’indirizzamento del mezzo digitale (indirizzamento concettuale) che risolve il problema dell’interoperabilità semantica;
  4. un linguaggio di programmazione specializzato nella progettazione di reti semantiche;
  5. un sistema di coordinate semantiche della mente (la sfera semantica) che consente la modellazione computazionale della cognizione umana e l’autosservazione d’intelligenze collettive.

È convinzione del ricercatore che lo sviluppo e l’uso di IEML potrebbe portare ad una rivoluzione epistemologica nelle scienze umane e sociali. Potrebbe anche diventare un importante strumento nelle mani delle comunità umane per creare, assimilare e gestire la conoscenza. Tutto questo va nella direzione d’un aumento dell’umana intelligenza collettiva legata ad un generalizzato apprendimento sociale continuo.


Considerazioni finali. Non nascondo d’aver vissuto momenti di scoramento perché presa nel mezzo fra l’interesse ed il fascino esercitato dalle proposte e l’ostacolo della barriera linguistica rappresentato dalla lingua franca per eccellenza, l’inglese, che mi richiede un impegno significativo. Forse, tuttavia, anche allo svantaggio linguistico è ascrivibile lo slancio con cui ho accolto la proposta della settimana corrente sulla quale riflettere, poiché rappresenta la risposta a un’esigenza da me profondamente avvertita.

Alla conclusione della settimana, particolarmente intensa e complessa, mi ritrovo soddisfatta e arricchita avendo avuto l’onore e la fortuna d’incontrare virtualmente il professor Levy ed i risultati della sua ricerca. Si tratta di un’attività che a mio avviso è destinata a svolgere un ruolo da protagonista nel panorama scientifico mondiale e che contribuirà al succitato salto evolutivo. Ciò che mi ha colpito in modo particolare è l’affermazione che definisce IEML «un protocollo intellettuale finalizzato ad espandere le possibilità di dialogo interpretativo intorno ad una memoria digitale comune» un dialogo, aggiunge il ricercatore, che dovrebbe essere inteso come translinguistico, transculturale, transreligioso, transpartisan, transdisciplinare e transistituzionale.

Da profana di programmi di linguaggi di programmazione quale sono mi limito a sottolineare il fascino esercitato da una visione ispirata a valori etici ed esprimere gratitudine per la condivisione d’un viaggio di scoperta e dell’avventura intellettuale che lo ha portato a sviluppare il metalinguaggio.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...