# change11 – Visitatori e residenti, DS106 , MacGuffin

La collezione di risorse che di seguito elenco è stata il motore di questo post:

  1. Cristobal Cobo, Carta al director (en Políticas Sectoriales y TIC en Educación de #UNESCO );
  2. David S. White e Alison Le Cornu, Visitatori e residenti…;
  3. OLDaily di S. Downes del 25 maggio u.s. – UMW Faculty AcademyCamp MacGuffin.;
  4. John Mak Sull’interazione e sull’impegno in MOOC 

La conclusione di #change11 mi ha spinto a trovare nuove piste per apprendere, nel farlo ho deciso di avvalermi dei suggerimenti individuati nel mio Google Reader.

L’avventura ha inizio dal post del ricercattore cileno Cobo Romani, un commento al testo «La tecnologia sta trasformando l’istruzione superiore?» che consiglio vivamente; prosegue con l’esame del saggio «I visitatori e residenti: una nuova tipologia per l’impegno online», suggerito dal redattore.

Rilevo che attraverso Prensky avevo scoperto di essere un’«immigrata digitale» secondo le metafore: lingua ed età, ora col citato articolo acquisisco nuove metafore: luogo, strumento e spazio. Convengo con gli autori che esse sono più appropriate perché rappresentano l’uso della tecnologia nella società contemporanea soprattutto in rapporto all’avvento dei social media. Concordo anche sul fatto che il nuovo «paradigma descrive l’esperienza vissuta e la pratica dell’ impegno tecnologico in modo più accurato rispetto ai  nativi e immigrati di Prensky», e sul fatto che « ponendo l’accento sulla motivazione il modello permette una grande varietà di pratiche che abbracciano tutte le età e non richiede che le persone siano incasellate, inesorabilmente, in una o nell’altra categoria.»

Grazie alla segnalazione di Downes sono venuta a conoscenza dell’iniziativa di Camp Magic MacGuffin che, recita la presentazione, permetterà ai partecipanti di sperimentere un campo DS106 della durata di dieci settimane in cui «i campeggiatori avranno l’opportunità di imparare come sfruttare il web aperto per creare senso, raccontare storie, ed esplorare la propria identità digitale». Decido di non iscrivermi ma sono intenzionata a seguire le attività sia per curiosità sia per trovarvi ispirazioni. Allo scopo ho provveduto a sottoscrivere l’abbonamento al sito.

La denominazione ( Mac Guffin) di Camp Magic ha fatto affiorare una considerazione, fino ad ora solo pensata ma che ora desidero esplicitare, emersa dopo la lettura del post Sull’interazione e sull’impegno in MOOC di John Mak. Egli dicendo

Here is part of the post by Serenaturri, which contained the transcript of the chat in Terry Anderson’s Blackboard Session […] as openness is encouraged, as the recorded session is also open to the public for viewing.

ha dato voce al ragionamento che avevo seguito quando per la prima volta decisi di pubblicare i risultati di spigolature nelle chat. Ugualmente confortanti perché risolutive sono apparse ai miei occhi le esemplificazioni che John ha fornito su MacGuffin, la cui definizione  avevo trovato su Wikipedia, ma il cui significato ancora restava per me vago.

Concludo esprimendo due considerazioni, la prima  riguarda le osservazioni scaturite dal post di Mak che, a mio avviso, sono dimostrazioni dei  benefici della condivisione, della considerazione da parte dei partecipanti di un corso connettivista,  una  esperienza meravigliosa non voglio concludere; la seconda si riferisce alla validità del procedimento seguito dato che ha originato altre connessioni, approfondimenti e gettato i semi per un nuovo progetto che avvierò prossimamente.

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