NARRAZIONI

Narrazione 1.

Uno sguardo su Laura tra tele e clic

Accettando una richiesta dell’amica Laura Gioso mi ripropongo di fornirne una presentazione potendo contare su elementi di conoscenza acquisiti attraverso un’amicizia e una frequentazione pluriennale.

Alla descrizione operata nei termini indicati affiancherò estrapolazioni da presentazioni declinate da insegnanti di liceo, di Accademia, di storici e critici d’arte che l’hanno conosciuta talvolta come studentessa talaltra come artista; una breve sintesi biografica; un elenco di luoghi in cui sono conservate le sue opere.

La conosco come persona versatile ed eclettica, si esprime con immediatezza ed efficacia in molteplici campi, partecipi di una stessa condizione: l’indiscussa sua capacità di operare sul piano materiale.

La sua energia creativa si concretizza nella pittura, nella fotografia, nella scultura; le piace anche cimentarsi in cucina e in sartoria conseguendo risultati gradevoli.

È in questi ambiti che Laura libera le proprie emozioni, rispondendo al bisogno di sentirsi in uno stato di benessere e armonia. È attraverso l’arte nelle diverse declinazioni che stabilisce legami con gli altri e apprende.

Il bisogno di conoscere la personale vera identità, unito al desiderio di avere una visione della natura umana, la rendono una viaggiatrice instancabile, affamata di vita.

In una recente conversazione mi ha confidato che fin da piccola aveva chiaro il suo percorso di vita, avendo1 già focalizzato la propria inclinazione. Da sempre, dunque, l’azione a livello materiale è stata improntata alla sua vocazione: dipingere. E alla pittura ha affidato e affida la sua reputazione, potendo attingere a potenti energie nascoste.

Sollecitazioni inconsce la rendono donna ad un tempo battagliera, introversa, sensibile.

Si dice legata alla sua terra d’origine, che definisce «terra senza storia né antenati ingombranti». Per meglio chiarire il concetto indica Firenze, la città per antonomasia, in cui lo sguardo e il movimento sono orientati, vincolati a priori da palazzi, da edifici e architetture.

Si sente figlia di un territorio in continuo movimento, sgombro da impedimenti fisici o architettonici ostacolanti lo sguardo e conseguentemente l’espressione. Da qui le deriva la propensione a guardare oltre, superando ogni forma di limitazione, dando voce e soddisfazione al suo spirito nomade e all’inclinazione per l’astrattismo che attraverso forme, linee e colori permette di magnificare la sfera individuale degli affetti e delle emozioni.

Predilige l’acquarello probabilmente per la rapidità della tecnica, che è tutt’altro che semplice giacché abbisogna di una modalità esecutiva assai raffinata, dato che gli errori di esecuzione non possono essere corretti. Ma ottiene opere seducenti quanto coinvolgenti anche con altre tecniche.

Dice di aver tralasciato di coltivare la scultura, per i gravosi tempi e i costi collegati alla fase della cottura. In quest’ arte si è cimentata fin da piccola quando, modellando a mano un impasto di argilla, riproduceva gli animaletti che popolavano il suo spazio, imitando lo scultore Virgilio Milani che, di ritorno da scuola, si fermava ad osservare mentre  egli lavorava.

Nella sala di casa sua è visibile per la delizia degli amici, raccolti in occasione di gustose cene che frequentemente organizza provando diletto nello stare in compagnia, uno dei numerosi busti modellati con le sue mani.

Con la crescita e l’autonomia dei figli, sollevata dagli impegni familiari Laura ha potuto rispondere a un suo bisogno, incominciando a viaggiare, nutrendo la sua curiosità nei confronti del territorio, degli spazi, dei paesaggi, dei colori, della luce e proponendosi come interprete di un rapporto dialettico con la natura.

Ha documentato una varietà di ambienti cogliendone e catturandone il fascino tramite tecnica fotografica tradizionale e/o digitale.

Sta maturando il proposito di rendere pubblico, attraverso mostre e/o cataloghi, il risultato dei suoi clic.

Attendiamo.

Hanno scritto di lei (anche):

Finzi 1981

Laura Gioso, giovanissima pittrice alla sua prima presentazione pubblica, ha tutta l’ansia, l’attesa, l’emozione che compete sia all’età che all’evento.

Ella sa quanto sia lungo e difficile il percorso, irto e a volte di esili promesse ma, soprattutto, costellato di problemi estetici, essenziali che conducono a depressioni e a delusioni.

E saranno comunque e soltanto questi stati a cementare la sola condizione che è quella morale, quella vera dell’esigenza interiore. […]

Dotata di sicura istintualità, sa scavare con forza la ragione segreta di un segno, di un colore, la pregnanza evocativa di un timbro.

Lacera lo spazio con incursioni cromatiche violente: dai vermigli grondanti ai blu intensi, fondi, per poi placare in sonorità estenuante, in biancori ambigui.

Da uno scandaglio simbolista – Redon – il suo percorso aggancia il trauma psicologico di bacon, visto però per tramite e non per coinvolgimento strettamente linguistico, per sciogliersi, successivamente nell’aria liberatoria di un espressionismo astratto, dialettizzante tra forma e contenuto.

Il travaso è sapiente, liricamente intenso, morfologicamente corretto.

Venturoli 1987

[…] Ciò che è certo è la sua vitalità, che strappa il colore il suo segno, la capacità a far subito grande e centrato il quadro di cavalletto, la ricchezza delle notazioni che entrano nello spazio delle tele per accumulo e si bloccano a tempo, per evitare l’asfissia.[…]

Laura Gioso opera con uno slancio verso l’immagine da conquistare che, se non è certezza di una cattura, è senza dubbio una bella fiducia; non sa mai fino in fondo che cosa deve dire, ma, sempre e subito, che cosa non vuol dire. […]

Insomma l’artista è giovane, ma non direi che sia immatura; si cerca, ma non direi proprio che non abbia già trovato la via giusta del canto, la presa più appassionata e convincente con l’immagine dell’anima sua.

Bartolatto 1989

[…] L’operazione di Laura Gioso sulla materia organica quale oscura volontà di primordio è il suo modo inconscio di porsi incominciando tutto da capo. Come se volesse dare immagine, per determinazione calma e disperata, ai misteriosi percorsi del processo attraverso i quali l’opera si forma. […]

Il modo con cui dipinge, la tecnica pittorica, l’invenzione formale soggiaciono al colore, materia destinata ad esprimere liricamente certe doti della vita intellettuale. Il colore quindi fonte di problemi e soggetto di esperienza più che espressione del piacere, del diletto, dell’appagamento. Lusinga o ebbrezza sono una conseguenza non determinata perché per l’artista il colore ha un destino: è indirizzato a un’azione psichica derivata da una ispirazione superiore. […]

La tecnica ora si attarda a definire liricamente la tensione tra il movimento e lo spazio, ora è rapida e diretta per determinare il senso e la portata dell’azione. Il risultato non è una pittura in superficie; pur senza modellazione ci sono prospettive in profondità ottenute con velature o con attacchi improvvisi del gesto quando è latore di emozioni.

Fonti dell’immaginazione sono la musica (non casualmente in famiglia i giovani figli sono votati al violino e al clarinetto) e la natura che viene osservata attraverso una visione astratta corrispondente a suoni della terra, dell’acqua, mare e fiumi, e alla luce del sole attraverso foschie, albe, tramonti e nebbie della grande pianura nella quale la Gioso vive. […]

Vlado Busancic 1996

La nostra amica Laura si presenta nella Galleria ZILIK con una trentina d’opere dai nomi molto interessanti e misteriosi – quali riflessi della sua valente, singolare pittoricità…

Voglio farvele conoscere, queste opere, prima di tutto per la loro criptogrammia poetica, essendo essa l’essenza dei suoi quadri. […]

Si tratta, senz’eccezione di una sincera pittura da conoscitore, dalle romantiche complessità narrative. Si, Laura Gioso è un’istruita artista accademica, importante e confermata, ispirata da Dio.

[…] È nata nel Veneto, dove ha vissuto, è cresciuta ed ha studiato, dove ha passato molte tempeste d’enfasi, stupori e passioni della vita incarnita però […] nel Veneto e nel suo Polesine …

Tutte queste cause, ereditate o acquisite, più o meno insieme, hanno dato l’impulso alle sue irrequietudini espressive, hanno infiammato il suo volere artistico, costruendo la sua concezione del mondo (Weltanschauung).

Questo suo vedere, il mondo, le cose è una parte importantissima della sua sensibilità, delle sue decisioni. Perciò, per lei è difficilissimo “dividere” i suoi ideali “d’ogni giorno” da quelli creativi, spirituali pittorici ed artistici. Con le sue esperienze non facili ed essendo sempre in cerca di Laura è riuscita a svelare, direi a donare, a se stessa i suoi programmi pittorici, più che cambiare al meglio “lo stato delle cose” nella sua realtà culturale e sociale.

Per fortuna, questa “dissonanza” e uno dei privilegi degli artisti e dei fantasiosi di tutti i tipi.[…] Nella sua polarizzazione vitale e creativa, Laura si presenta a Karlovac con una splendida pittura di sublime liricità, cioè un’autentica poesis. […]

Biografia

Laura Gioso, Rosalinda per l’anagrafe (Rovigo 26 febbraio 1956), ha studiato presso il liceo artistico di Padova e conseguito la laurea all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Ha seguito corsi di fotografia e di cinema che ha scelto come arte o tecnica per la sua tesi di laurea.

Conservano le sue opere

  • il Museo Ca’ Pesaro di Venezia,

  • il Museo d’Arte Moderna di Nizza

  • la Fondazione G. Agnelli di Torino

  • Young Museum Revere (Mantova)

  • Accademia dei Concordi di Rovigo

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