#change#etmooc#loptis. Ritorno

L’estate e il caldo mi debilitano. Ecco spiegato il lungo e prolungato silenzio che deliberatamente ho mantenuto, assecondando un naturale istinto di sopravvivenza. L’attività, qui non manifesta, si è spostata su Flickr a cui ho affidato scoperte, sorprese, più o meno piacevoli, esplorazioni…

Ginevra, la mia cagnetta, oramai è diventata la mia vivace compagna di passeggiate e, al contempo, veicolo di una comprensione più approfondita anche dei comportamenti uomini.

Ho rappresentato con Vue una delle letture concluse che ha suscitato particolare interesse Musica distante, autore Emanuele Trevi.

A presto, afa permettendo.

#change11 #oped12, #CFHE12… Un ossimoro

Seguendo la segnalazione contenuta nella  OLDaily del 7/12/2012 tento di accedere a quella che ritengo possa essere una risorsa per il mio quotidiano apprendimento, ignara della spiacevole sorpresa che mi attende.

Go away

http://iconnectdots.com/go-away

Debbo pensare che il sito mi sia precluso in quanto italiana?

Sono sgomenta.

 

 

Opportunità di apprendimento

Obiettivo di questo post è riferire sul recente viaggio che ho fatto a Roma, in treno, volendo far visita a mio figlio e alla mostra PAUL KLEE E L’ITALIA.

Come evitare di snaturare questo blog proponendo temi non conformi? Quale è la sfida che mi attende?

La risposta credo stia nella legittimazione dell’argomento in questo mio blog tematico di e-learning.

Per l’occasione ho acquistato online il biglietto di andata e ritorno sul Freccia Argento pomeridiano, che permette di raggiungere direttamente la capitale senza dover ricorrere a un cambio di treno. Seduta  su un posto che ho potuto scegliere, in una carrozza di prima classe, diversamente da quello che è impossibile ottenere nelle carrozze di seconda, ho avuto modo di guardarmi attorno, di ascoltare conversazioni, di trasalire allo squillo di suonerie sempre troppo alte dei cellulari che popolano borse e tasche dei viaggiatori.

Inevitabilmente mi sono trovata a ripensare ai numerosisssimi viaggi che ho fatto in treno nel corso della mia vita, cercando di mettere a fuoco i cambiamenti che nel tempo sono avvenuti; a volte sono stati sostanziali altre irrilevanti.

Mentalmente ho pianificato di esperire, una volta tornata a casa, una duplice ricerca una relativa al treno e l’altra alla mostra, nella convinzione che gli esiti di una mirata ricerca nel web possano sostenere i ricordi con informazioni più precise. Ho pensato anche di condividere in rete il risultato dell’intero processo.

Sinteticamente riferisco sui cambiamenti di nome e sull’insieme di cose che assicurano comodità.  Il treno accelerato è diventato treno locale, poi treno regionale; c’erano il treno diretto, il treno direttissimo diventato espresso; il treno rapido poi denominato espresso. Il livello di comfort ovviamente era diverso per comodità del sedile, rumore, vibrazioni, temperatura, affollamento.Variavano la tipologia di vetture, i servizi offerti e la quantità di fermate effettuate.

Riferisco su altri ricordi qui.

 

Raggiunta la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, per accedere alle sale che ospitano la mostra si attraversa la Sala delle Colonne che  risulta pavimentata da cento lastre di specchio. «Pavimento Specchiante di Pirri è la prima opera del nuovo allestimento della GNAM. […] L’opera di Pirri, recita un articolo di eArtitude,  può essere analizzata sotto molteplici aspetti (storico, psicologico) e ci porta a riflettere sul significato della frantumazione. Il senso della prima sala è quello di una sala d’orientamento: un luogo di passaggio, di meraviglia, di ingresso al museo».

È visibile nei primi fotogrammi del video .

A mio modo di vedere l’effetto è certamente suggestivo.

Estrapolo da un file docs.google « [… ] La mostra Paul Klee e l’Italia analizza l’influenza della cultura e dei paesaggi del nostro paese sul lavoro dell’artista rapportandosi alle varie fasi della sua biografia artistica dagli inizi al periodo Bauhaus e agli ultimi anni solitari a Berna […]». Della mostra propongo di seguito un video che fornisce una sintetica ma efficace presentazione, al contempo segnalo che un’esposizione più estesa è disponibile qui.

Paul Klee e l’Italia alla GNAM- di televisum

Si può avere una spiegazione alla parziale delusione che ho riportato dalla visita dalla lettura dell’articolo del Corriere della sera / Roma del 9 ottobre 2012 di cui riporto il titolo dell’articolo  «Paul Klee alla Gnam, una mostra dimezzata. Delle 75 opere annunciate, esposte solo una quarantina. Le aveva promesse il Zentrum di Berna, ma poi ha disdetto».

Debbo tuttavia riconoscere che, sebbene le aspettative fossero altre, la mostra ha per me il merito di aver favorito il mio avvicinamento alla figura del pittore del quale desidero approfondire la conoscenza attraverso la lettura dei suoi diari che a breve troveranno posto sul comodino.

È riuscita la legittimazione dell’argomento? Che ne pensate?

 

#mobiMooc2012, Possible or probable?

A visionary video from Simplicissimus

 

 

***

 

I still have some work to do on my listening skills in English, thus participating to the webinar isn’t very effective for me. So I read Current State of Mobile Learning by John Traxler with much interest; it is the first chapter of Mobile Learning:Transforming the Delivery of Education and Training.

Here a list what I understood:

  1. The concept of mobile learning is still unclear.
  2. We can see some categories of mobile emergent.
  3. A question is very important: how mobile learning differ from other forms of education?
  4. We need:
    • a conceptual base of mobile learning, which is currently absent;
    • a literature for mobile learning, which now is absent.
  5. The mobile devices are transforming social notion of knowledge.

 

 

 

 

 

Punti di vista a confronto

Con questo post mi propongo di rispondere alla domanda formulata da John Mak nella sua pagina Facebook (30 agosto 2012):

Learning and research works best by immersion and action in the community, apart from theorizing. That’s why community discourse, learning (sharing, conversation) is essential. What’s your view?

A tale fine prenderò in esame la discussione iniziata da Altamirano sulla pagina del gruppo Connectivismeducationlearning creato dallo stesso Mak e ne mostrerò gli effetti in relazione all’apprendimento.

Nel suo intervento Edgar Altamirano riprende il titolo di un articolo di Lisa M Lane, The price of participating in Wikipedia, e ne segnala il link .

Per completezza d’informazione fornisco di seguito una breve interpretazione d’insieme dell’articolo, datato 6 agosto 2012. In esso Lisa parla delle circostanze che l’hanno condotta a consultare la voce MOOC su Wikipedia, versione inglese e il turbamento che ha riportato in seguito alla lettura della nota (del luglio2012) che precede l’articolo stesso. Riferisce al contempo la genesi dell’articolo di cui è stata la compilatrice.

Come il post di Lisa è stato commentato con espressioni di pubblica solidarietà, anche la segnalazione di Altamirano ha trovato un seguito di commenti fra i quali il mio in cui ho segnalato di aver espresso nel mio post del 7 luglio u.s.le perplessità sulle osservazione formulate nei confronti dell’articolo su Wikipedia.

Sono stata attratta dalla risposta di Lisa al commento di John dalla quale ho compreso che Dave Cormier ha modificato l’articolo su Wikipedia.  La variazione ha comportato la cancellazione della nota introduttiva, conseguentemente qualsiasi link, compreso il mio,  ha perso la sua ragione d’essere. Fortunatamente lo screenshot della nota critica che Lisa M Lane ha inserito nel suo articolo per documentare la causa del suo turbamento, fornisce un riscontro della validità del  link da me segnalato. Sarà mia cura provvedere all’aggiornamento di quel post quanto prima.

Quali insegnamenti si possono ricavare dal fatto narrato? Molti, probabilmente tanti quanti sono gli attori coinvolti.

Quali questioni ha sollevato? Una fra le molte: come fare a recuperare una pagina non più esistente perché cancellata? Quali sono le possibili soluzioni? Forse che il ricorso al permalink può costituire una soluzione? Non mi risulta.

È possibile che certe modifiche riscontrate in alcuni post e riconoscibili dalle parole/frasi barrate (es.parole barrate) rappresentino una risposta?  E il ricorso all’espressione «articolo modificato» per quanto corretto è da ritenersi risolutivo?

Sono del parere che il problema sollevato riguardi le competenze digitali e nello specifico sia riconducibile  alla dimensione etica che si riferisce alle «conoscenze relative ai comportamenti, più o meno opportuni, richiesti dal mondo delle tecnologie e della rete».

 

 

#mobiMOOC12: gruppo Google

Prendo in esame il luogo d’incontro per tutti i partecipanti del corso MobiMOOC2012: lo spazio del gruppo Google. Nel farlo rilevo che non è sufficiente la semplice osservazione, al contrario è indispenzabile l’esplorazione diretta del sito. Il timore  mi accompagna in questa azione come sempre succede quando m’imbatto in un nuovo ambiente o sperimento qualche nuova tecnologia.

 

Mi chiedo se la resistenza che molte persone, non ultimi gli insegnanti, provano nei confronti delle nuove tecnologie e dei Social networking sia riconducibile alla sensazione di incertezza e d’insicurezza che si prova quando non si controlla del tutto una situazione.

Mi chiedo se il tentativo di fuga o di tenere lontano da sé la tecnologia sia la strategia più efficace da adottare o non si risolvano invece in un ulteriore abbassamento del grado di autostima.

Stando così le cose, avendo l’obiettivo di quietare e rassicurare l’esercito dei timorosi che per certi aspetti sono l’incarnazione dei moderni luddisti, quali sono gli interventi più efficaci da adottare?

Personalmente ho trovato sostegno nell’affrontare l’ambiente Google gruppi, al quale avevo fatto ricorso in altri momenti senza tuttavia approfondirlo, nella guida opportunamente predisposta; essa fornisce le necessarie informazioni fra cui:

  1. definizione di gruppo
  2. elenco di cose che si possono fare con Google gruppi
  3. ruoli dei partecipanti

Attraverso un percorso guidato sono entrata in contatto con una varietà di dati e informazioni riguardanti

 

Mentre esploro questo spazio ho la conferma che è indispensabile sperimentare in prima persona agendo, provando, mettendoci le mani, perché grazie a questo processo vengono meno quegli elementi che impediscono un sano apprendimento quali la paura di sbagliare, il timore di non rispondere alle aspettative e di perdere la stima…

Accanto a queste acquisizioni, attraverso la presentazione che di sé hanno fatto, ho raccolto anche indicazioni sulla provenienza dei corsisti qualcuno dei quali già incontrato in precedenti cMOOC.

Ho constatato che Europa, Americhe, Asia, Africa, Oceania sono rappresentati.

Esplorazione degli spazi di #mobiMOOC

Mi sono proposta di leggere tutte le pagine del wiki relativo al corso che partirà l’8 settembre per orientarmi e soprattutto per individuare ciò che più risponde alle mie esigenze.Voglio esercitare fin dalle prime battute la facoltà di selezionare e riflettere su quegli aspetti sui quali ritengo di poter sviluppare conoscenze e competenze oltre che utilizzare la mia esperienza di lifelong learning.

Per il momento tre sono i temi su cui rivolgo la mia attenzione:

  1. esplicitazione dell’obiettivo del corso
  2. iniziativa del concorso per il progetto vincente
  3. l’adozione del sistema dei badges

Il primo argomento si concretizza nell’aggiornamento con l’apprendimento mobile e nella predisposizione degli «strumenti per pianificare, sviluppare e implementare una soluzione di mobile learning nel proprio ambiente collaborativo tramite la discussione e lo scambio di conoscenze attraverso una varietà di apprendimento».

Il secondo si riferisce a una sorta di concorso per individuare, tramite votazioni da parte dei partecipanti MobiMOOC, il progetto mobile learning messo appunto e considerato da tutti come avente il maggior impatto per le persone che vivono in situazioni difficili o svantaggiate. Un aspetto positivo che riconosco a questa competizione sta nel fare emergere progetti chiaramente orientati allo scopo di agevolare chi si trova in condizioni sfavorevoli.

Esprimo sin d’ora  che non sono intenzionata a elaborare alcun progetto, riservadomi al contempo la facoltà di esprimere il mio parere su quelli che saranno presentati. Con lo scorrere del tempo e il carico di esperienza (età) mi sono lasciata alle spalle l’entusiamo col quale si giunge a predisporre progetti per gli altri, limitandomi a usufruire delle gioie che derivano dallo scambio delle conoscenze attraverso varie e disparate situazioni di apprendimento e a esprimere il mio personale punto di vista.

Nei confronti del terzo tema nutro un sentimento ambivalente di attrazione e al contempo di perplessità. Ho bisogno di indagare, esplorare, analizzare per individuare le questioni sottese al sistema dei badges. Mi chiedo quale siano le domande a cui il badge fornisce risposte. Hanno forse a che fare con l’apprendimento centrato sugli interessi dello studente che persegue un apprendimento coinvolgente che si svolge non in una scuola, ma in un ambiente adeguato utilizzando una tecnologia che lo
connette al resto del mondo, non importa dove sia? È da considerare un escamotage col quale risolvere il problema della valutazione?

Ricorro  a Wikipedia, versione in inglese, per una prima ricerca esplorativa sul significato di badge, successivamente ricorro a  WikiMindMap, strumento per navigare i contenuti wiki visualizzati con una mappa mentale e per avere una panoramica strutturata dell’argomento.

La rappresentazione fornisce spiegazioni  sul significato del termine, sui possibili usi, sullo scopo, sul materiale, sulla  storia dell’oggetto; presenta varie situazioni in cui è /stato usato e conclude con l’esposizione dei riferimenti. Sono proprio questi ultimi a fornire la chiave per guardare  un sistema di badge da una molteplicità di angoli di visuale.
Dalla lettura dell’articolo Google, in un badge ciò che interessa leggere  si apprende che «Google News, nella sua versione in inglese, si è dotato di un nuovo meccanismo di classificazione, evidenziazione e condivisione dei propri interessi di lettura: il “badge”[…] Continuando a leggere sugli stessi temi, ogni badge potrà “crescere di livello”: si parte dal bronzo, poi c’è l’argento, l’oro e il più “prestigioso”». Si tratta dunque di una scala di valutazione espressa in badge.
Se questa può essere considerata  una caratteristica utile non è da scordare che facendo registrare a Google la propria attività  gli si consegnano dei dati. È lecito a questo punto valutare se i benefici sono tali da giustificare eventuali rischi.
L’approccio con le prime pagine del wiki ha riservato cose inaspettate che, sollecitando la mia curiosità, hanno spinto all’azione, alla scoperta, costringendomi talvolta a muovere i passi su strade già battute, per esempio #LAK12 ,ma di una tale rilevanza da doversi considerare irrinunciabili.