#LTIS13, Tra orecchi pelosi e Pec

Un’ e-mail, datata 6 marzo, ha confermato la mia iscrizione al cMOOC “Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola” #ltis13; ho deciso di prendervi parte perché voglio permettermi ancora una volta l’abbondanza d’incontri, di sorprese, di stimoli, di impulsi alla crescita e a nuovo apprendimento. Sono certa che questo è l’ambiente giusto.

Parteciperò soprattutto attraverso il blog e sperimenterò quanto di nuovo si porrà sulla mia strada.

Dal primo post Il luogo e i suoi abitanti isolo due elementi

  • l’espressione orecchi pelosi
  • Pec posta certificata.

Sono incuriosita dalla locuzione «orecchi pelosi»; equivale al termine con cui è identificato uno dei comportamenti dei soggetti in rete: lurker.

Mi chiedo quale possa essere l’origine dell’espressione, ha qualche relazione con le espressioni «avere il pelo sullo stomaco» o «il pelo sul cuore»? ha forse a che fare con un atteggiamento distaccato e impassibile o un modo di essere duro e insensibile? In ogni caso tali condotte potrebbero essere la manifestazione della volontà di non partecipare direttamente nelle interazioni online.

Le risposte mi lasciano insoddisfatta perciò googglando «orecchio peloso» inseguo una soluzione. Trovo nel Lemmario ONOMASTICON ITALICO-LATINUM. Notae in sequentes orecchio_peloso

Osservando i movimenti e le posizioni delle orecchie di Ginevra, la mia cagnolina, mi sono fatta l’idea che orecchio peloso sia tipico di una presenza silente fatta essenzialmente di osservazione, lettura, ascolto. Il pensiero mi pare plausibile.

 

pec

Il messaggio sopra riportato mi permette di cogliere l’occasione per colmare una lacuna informandomi mediante ricerche sulla PEC ,avendo cura di raccogliere quelle informazioni che rispondono alle domande

  1. Che cosa significa PEC?
  2.  Come funziona?
  3.  Chi la rilascia?
  4. Perché è significativa?
  5. Quali sono gli svantaggi?

La mia conoscenza in merito si limita al significato dell’acronimo, Posta elettronica certificata, perciò accuratamente annoto

(1) la definizione «[…] è un sistema di posta elettronica nel quale è fornita al mittente documentazione elettronica, con valenza legale, attestante l’invio e la consegna di documenti informatici.»  (2) Il gestore di posta elettronica conferma, attraverso a una ricevuta con valore legale, sia l’invio che la ricezione del messaggio. (3)  Il servizio è gestito da Gestori inscritti in un elenco pubblico tenuto dall’Agenzia per l’Italia Digitale. (4) e (5) Rimando a Wikipedia la disamina dei vantaggi e degli svantaggi.

 

Continua…

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Cosa ho imparato oggi

Ragiono su uno degli apprendimenti del giorno sul modo , cioè, di porre le giuste domande, essendo alla ricerca del modo più efficace di pormi in rete  in merito sia all’apprendimento sia ai rapporti interpersonali.  Tralascio i motivi che mi hanno spinto a concentrarmi su questo tema ché l’elenco sarebbe corposo.

Digito su Google la domanda «come fare domande » consapevole della genericità della formulazione, ma serve per una prima esplorazione. Il titolo  «Come fare domande in modo intelligente» del primo risultato mi aggrada anche se è datato (2002), perciò incomincio a leggere il documento. Trovandolo sferzante e intelligente, ricorrendo a Google docs,  incomincio a prendere appunti,  applicando una strategia che ho imparato fra le numerose cose apprese frequentando il corso PLENK2010.  La lettura è per me di estremo interesse, ne apprezzo il rigore espositivo, gli argomenti convincenti, i ragionamenti inattaccabili. A operazione compiuta mi sento intimamente soddisfatta avendo io trovato rimedi per modificare comportamenti non appropriati, ma anche confortata dalle idee e dai principi che ispirano le scelte e la linea di condotta dell’autore.

Seguendo un link presente nel documento originale, di cui il primo era la traduzione italiana, approdo a un documento che fornisce informazioni alla comunità Internet, RFC 1855 Netiquette Guidelines, mi dico che un pò di ripasso non fa male così mi immergo nella lettura.  La guida si rivolge alla comunità degli utenti di Internet, che oggi include persone  che non hanno familiarità con la cultura dell’ambiente, offrendo un insieme minimo di comportamenti.

Pensando al tema  scelto per il project work che dovrò sviluppare  nei prossimi mesi «Il diritto d’autore nell’e-learning»,  seguendo i link della bibliografia, mi ritrovo nel sito della Internet Society (ISOC) un’organizzazione non-profit fondata per fornire leadership in Internet in merito a  standard , educazione e politica; dalla mappa del sito stabilisco un collegamento che mi  fa piacere:  Guida al Diritto Internet e successivamente ISOC Italia Libertà e diritti nella Rete del Futuro

Concludo evidenziando che quelli di oggi sono stati apprendimenti per me significativi attraverso i quali modificherò un mio comportamento che si riferisce a un’attività che fino ad ora ho trascurato un pò per un’errata convinzione un pò per superficialità: commentare gli articoli, i post, gli interventi che ho letto con interesse e con i quali sono entrata in risonanza. L’impresa sarà ardua, lo so, richiedendo una serie di operazioni  laboriose e impegnative ma grazie alle quali potrò stabilire connessioni rilevanti.