#change#etmooc#loptis. Ritorno

L’estate e il caldo mi debilitano. Ecco spiegato il lungo e prolungato silenzio che deliberatamente ho mantenuto, assecondando un naturale istinto di sopravvivenza. L’attività, qui non manifesta, si è spostata su Flickr a cui ho affidato scoperte, sorprese, più o meno piacevoli, esplorazioni…

Ginevra, la mia cagnetta, oramai è diventata la mia vivace compagna di passeggiate e, al contempo, veicolo di una comprensione più approfondita anche dei comportamenti uomini.

Ho rappresentato con Vue una delle letture concluse che ha suscitato particolare interesse Musica distante, autore Emanuele Trevi.

A presto, afa permettendo.

#etmooc #ltis13 Che fare con Flickr?

Il 20 maggio è stata lanciata una nuova versione di Flickr, non sono sicura che sia di mio gradimento. Trattandosi di un cambiamento inaspettato e per me non necessario, mi sono sentita tradita e indispettita. A giudicare dai commenti presenti nel forum di aiuto del sito di photo sharing il mio malumore è ampiamente condiviso, così sono portata a chiedere se gli utenti di flickr, disorientati dalla nuova veste, siano tutti conservatori.

Approfittando delle domande che affiorano alla mia mente ho voluto provare a costruire una tabella utilizzando il linguaggio HTML, ho costrito una tabella a due colonne, una per le domande l’altra per le risposte. Mi sembra che la prova sia riuscita 🙂

Cosa mi infastidisce maggiormente? Il tradimento; la mancanza di rispetto nei confronti delle persone; la constatazione che Yahoo, con l’introduzione di nuove funzionalità, dimostra di non avere a cuore la comunità che aveva creato o (soprattutto) non è interessata alla crescita di quella comunità.
Perché non riesco più a sopportare che, a partita avviata, siano cambiate le carte in tavola? Viene vanificata ogni pianificazione; si creano le condizioni per lo sgretolamento delle comunità virtuali.
È davvero il desiderio di rendere più facile e appetibile il servizio offerto la molla che induce ad apporre trasformazioni all’esistente? No, a dominare è la ricerca del profitto.
Cosa induce l’azienda a introdurre modifiche? L’acquisizione sempre più ampia di database costruiti e contrassegnati dagli utenti (How Yahoo Killed Flickr and Lost the Internet).
Come posso difendermi dall’imposizione dell’altrui volontà? Chiedere, forse, il rimborso a Flickr per l’acquisto di un servizio che è diventato gratuito per tutti? Aprire uno nuovo blog (noblogs.org) e dedicarlo esclusivamente alle foto?

Penso che la discontinuità, per me insolita, con cui nell’ultima settimana ho inserito le foto nel gruppo  1 pic a day, 2013,  sia una forma di reazione a ciò che ritengo un sopruso.

Voglio sperare che permettano di formattare la homepage.

#etmooc, #ltis13, Dovere civico

Dalla Newsletter Radio3 che mi è arrivata or ora estrapolo e condivido volentieri

cyberspazio

RADIO3SCIENZA la pagina dove saranno disponibili i podcast delle puntate.

 

Incuriosita, cerco informazioni su Arturo Filastò e sui suoi interessi; trovo questo video del 2012  la cui visione consiglio nella sua interezza, tuttavia specifico l’intervento di Filastò ==> 38:53 sul GlobalLeaks,

Dal sito dell’organizzazione ricavo «[… ] Organizzazioni di attivisti non governative e informali possono creare siti di denuncia indipendenti e promuoverli. Tali siti potrebbero essere utilizzati per scoprire corruzione o altri problemi localmente, o all’interno di industrie specifiche. Questo può essere vero anche quando i problemi potrebbero non ottenere l’attenzione nazionale o tra il mainstream. Anonimato sostenuto da sicurezza tecnologica può contribuire a tali organizzazioni, anche in luoghi in cui la criminalità organizzata è dominante o diritti umani non sono garantiti.»

Filastò è Socio Fondatore, Vice Presidente di HERMES CENTER for Transparency e Digital Human Rights; ho trovato utile ed interessante la visione d’ Introduzione a GlobaLeaks e all’Hermes Center un video che propongo e di cui caldeggio la visione

 

Ho posto il mio «Mi piace» sulla pagina Facebook di Hermes Center for Transparency and Digital Human Rights.

Mi rassicura il pensiero che ci sono organizzazioni come GlobaLeaks  che

  • si sforzano « di aumentare la responsabilità e la trasparenza nella nostra società […]
  • usano tecnologie che «proteggono sia il computer che invia le informazioni e il server che lo riceve. Sia l’informatore e il server che riceve i messaggi sono immuni da attacchi di rappresaglia possibile.»

Intanto mi auguro che

  • i mezzi di comunicazione creino «una interfaccia GlobaLeaks per raccogliere le segnalazioni anonime da fonti che saranno protetti per impostazione predefinita»
  • le aziende creino «siti come parte delle loro politiche di responsabilità interne gestite dai servizi di revisione whistleblowing, permettendo loro di individuare sprechi, corruzione e malcostume. I dipendenti possono essere incentivati ​​a esprimere le loro preoccupazioni, nell’ambito del rispetto delle leggi di responsabilità aziendale»
  • gli enti pubblici utilizzino «GlobaLeaks per coinvolgere i cittadini nell’individuare l’evasione fiscale, la corruzione, manipolazione del mercato e di altri problemi»

 

Non rasserena l’articolo Anticorruzione, Milano ha detto «alt» recentemente pubblicato da Il sole24 ore. C’è da meditare.

 

 

 

#etmooc – Digital storytelling, foto e gif animate

È venuto il momento di tirare fuori dal cassetto e condividere le narrazione che nel corso del tempo ho elaborato; nel farlo voglio ricordare anche il processo attraverso cui le ho realizzate.

Dopo la visita alla mostra La Natura secondo De Chirico –  (testo inglese qui) – allestita  al Palazzo delle Esposizioni a Roma nel 2010,  seguendo le indicazioni contenute nel Dossier pedagogico omonimo, uno strumento che «accompagna la visita e fornisce chiavi di interpretazione [… ] per comprendere i linguaggi dell’arte, i movimenti e i protagonisti» ho voluto cimentarmi in una delle attività proposte e per divertirmi ho realizzato il mio autoritratto con la tecnica del collage, utilizzando le immagini degli oggetti prescelti  recuperate in rete.

Questo  è il risultato: versione 1

Successivamente ho realizzato una seconda versione dello stesso soggetto, utilizzando un servizio di elaborazione di foto online, che permette di modificare le foto e di creare effetti divertenti (LoonaPix).  In questa variante la stessa immagine è diventato uno dei quadri esposti in una mostra di pittura. Trovo che la soluzione crei un contesto gradevole e  simpatico.


loonapix_12795109487590205

Con un’applicazione web based ho infine ottenuto queste gif animate

gif creator onlinevisit www.loogix.comLooGix

gif creator online

Per il momento mi accontento di questi risultati ma fra i miei obiettivi c’è quello di saper padroneggiare GIMP col quale mi sono confrontata ma con risultati ancora modesti.

La lettura del post Cape Scott Adventures – A digital story! #ETMOOC  mi ha fatto venire in mente che amo  affidare alla pagina (web) i ricordi dei viaggi dei quali segnalo i links:

  1. Visita a Palazzo Koch
  2. (Resoconto del viaggio) Alla ricerca del Graal nei post: Glastonbury, Chalice WellCadbury – Camelot.
  3. (Viaggio a Dublino e dintorni) 22 agosto rientro a casa
  4. Roma (ancora) caput mundi / homo sapiens
  5. In treno verso Klee.

Concludo segnalando il canale youtube Raccontamiunastoria della Compagna di Storytelling e il festival internazionale (fonte d’idee), e comunicando che ho in mente di provare Popcorn Maker per il quale devo trovare l’argomento, ma confido nell’adagio «La notte che porta consiglio».

#etmooc. Esiti della seconda settimana

In questo post mi propongo di riflettere su cosa ho imparato e come ho imparato nel corso della seconda settimana di #etmooc, ritenendo che la condivisione possa costituire una risposta /commento. Mi auguro che sia interpretata come una conferma della validità delle proposte.

Attraverso le e-mail settimanali di sintesi delle attività e delle conversazioni che hanno luogo nei vari spazi  ho avuto modo di avere una visione complessiva del fermento legato a etmooc. Dall’e-mail del 21 gennaio u.s. ho appreso alcuni dati che mi hanno entusiasmato  al solo pensiero di far parte di una folta comunità

Ho incominciato a condividere le risorse  (etmooc) su Diigo, che trovo facile  ed immediato, continuo però a usare anche Delicious per quelle risorse che non sono legate a etmooc;  passare da un social bookmarking ad un altro è un comportamento assurdo, lo  ammetto, tuttavia, seguendo le indicazioni di chi ha progettato il corso, mi sono adattata dicendo a me stessa che in questo modo posso meglio comprendere ciò che i due siti permettono.

Ho esaminato le conversazioni che su Google + hanno i  (712) membri della  etmooc comunity; anche in questo spazio sono evidenti attenzione e  precisione, qualità che caratterizzano la  progettazione del corso.

È qui che attraverso Collection and Sharing Notes – John’s World Wide Wall Display     ho trovato su flickr l’etmooclogo, recuperando il codice da «condividi» che ho copiato e incollato

etmooclogo by alisonseaman
etmooclogo, a photo by alisonseaman on Flickr.

Ho avviato la creazione di una mappa, utilizzando Visual Understanding Environment (VUE), con la quale mi propongo di coniugare due esigenze, la prima delle quali riguarda la visualizzazione e l’aggiornamento dei temi affrontati; la seconda rientra in un percorso relativo alla Visual Literacy che sto progettando per me e che  di certo  condividerò.

Su YouTube ci sono 95 video caricati con tag ETMOOC in risposta all’assegnazione della  prima settimana; pur non avendoli visionati tutti ho potuto osservare che non sembrano esserci esitazioni nel mostrare aspetti di sè che considero intimi. È solo una questione di età anagrafica?

Ho notato che sia A. Couros che D. Shareski hanno caricato su slideshare le presentazione usate in occasione delle sessioni Blackboard Collaborate, per me la soluzione rappresenta una vera manna, dato che, pur seguendo in differita, non riesco a comprendere compiutamente il discorso.

Della prima presentazione, Orientation Week, riporto le due domande che appaiono nelle diapositive n° 36 e 37: a) Come si sta rendendo visibile il proprio apprendimento? b) Come si sta contribuendo alla formazione degli altri? Mi hanno suggerito l’impostazione dell’articolo.

Della seconda presentazione, Connected learning, annoto uno dei punti  su cui è sollecitata la riflessione, contenuti nella diapositiva n° 68 :«stiamo creando o peggiorando il divario digitale?» Il tema è interessante e adatto per la creazione di una storia utilizzando Storify, così dopo la  decisione di mettere il focus sull’Italia mi sono messa all’opera.

Qui c’è la mia prima storia.

È stata in quest’occasione che mi sono resa conto di poter tradurre anche i tweets ricorrendo a un componente aggiuntivo di firefox. Alleluja!
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Per concludere riporto due annotazioni che considero appropriate e valide.

Come comporre un commento qualità:

  1. esprimere apprezzamenti,
  2. aggiungere nuove informazioni,
  3. effettuare collegamenti,
  4. avanzare domande.

 

Se creiamo cultura di fiducia e di condivisione, la responsabilità è integrata, non  è solo forzata o imposta (D. Shareski).

 

 

#1 pic a day – Alcune considerazioni

Prendo in esame quanto sta succedendo nel gruppo 1 pic a day 2013 nato su flickr; il gruppo è sorto e si sviluppa attorno a un’idea la cui paternità non è definita dato che l’esperienza era già stata praticata in precedenza da più persone, in gruppo e/o singolarmente. Ho fornito altre informazioni sulla sua origine qui.

Ho intenzione di monitorare periodicamente eventi e apprendimenti per decidere sull’opportunità o meno di coltivare l’attività e la partecipazione.

Il gruppo è costituito da 48 utenti, ha caricato 470 fotografie o poco più, si confronta al momento su 6 argomenti di discussione.

Dopo aver mancato l’inserimento della foto del primo giorno, ho cercato di stare al passo con l’inserimento delle nuove foto; notando che, nello stesso giorno, una stessa persona inserisce più di una fotografia, entro in uno stato d’allerta perché la cosa mi disturba. Avendo sperimentato in prima persona di non saper decidere quale foto scartare, perché ispirata o coinvolta emotivamente a qualche soggetto o situazione catturata con un clic, dopo essermi guardata attorno, sono giunta alla conclusione che la soluzione che ho adottato è valida e razionale. Attraverso la selezione fra le diverse foto che in un giorno realizzo, inserisco nell’album personale le foto che mi piacciono e in un set specifico  la foto che ho deciso di condividere per il giorno.

Quando confronto la quantità di commenti e di preferenze che i membri del gruppo ricevono con quella/e che ottengono le mie produzioni, mi  sento frustrata. È allora che emozioni e sentimenti si fanno sentire con forza e sofferenza: sembra quasi che io sia ritornata bambina… Per andare oltre la delusione mi focalizzo sull’aspetto positivo del confronto, individuo la positività che un feedback positivo è in grado di procurare e cerco, al contempo, di attenuare la mia tendenziale parsimonia nell’interazione.

È per me utile bandire competizione e scoraggiamento, preferendo evidenziare quanto c’è di costruttivo nell’iniziativa e indirizzare le risorse verso questa direzione, sapendo che posso imparare da chi  si trova ad un livello di conoscenza superiore, come afferma  Lev Vygotskij. ed che è meglio sorvolare sugli atteggiamenti di conformismo  notati.

 

Nel concludere desidero enumerare a mo’ di promemoria gli aspetti positivi, i vantaggi, le opportunità che l’iniziativa promette:

  • geografia umana a portata di mano attraverso la visione di spazi, territori, paesaggi, persone, cibo…
  • sbocchi creativi, nuove idee, analisi e proposte migliorative, visioni insolite
  • impagabile piacere intellettuale derivante dall’apprendimento o dalla conoscenza di qualcosa di nuovo.

 

# Una fotografia al giorno, 2013

Che cosa è? È un nuovo progetto per il 2013 concepito, per imitazione, dalla lettura di un post su Facebook, datato 19 dicembre u.s. con cui Downes condivideva l’idea di iniziare il proposito – una foto ogni giorno anche per il 2013 – e di aggregare le foto caricate dalle persone che decidono di partecipare. Attraverso il mio Reader ho scoperto che anche Gráinne Conole ha avviato un progetto analogo aderendo al gruppo Flickr creato da Ricardo Torres Kompen. In un breve lasso di tempo ho potuto appurare che il gruppo, a cui mi sono iscritta, si stava rapidamente irrobustendo.
Sono proprio contenta.
Perché è significativo per me? Mi entusiasma l’idea di avere un proposito su cui focalizzarmi. Mi stimola a osservare la realtà che mi circonda con occhio più attento, partecipe e selettivo, volendola catturare e poi condividere. Sì, anche la condivisione è per me importante; se considero, inoltre, che non ci sono ostacoli di lingua allora la partecipazione ad un progetto comune è ancora più irresitibile.
Conservo ancora foto e diapositive scattate più di trent’anni fa, ritraggono per lo più foto di paesaggi, di fiori, di viaggi, meno frequentemente persone. Raramente le riprendo in mano per riesaminarle e descrivere le circostanze nelle quali sono state realizzate: è troppo macchinoso e dispendioso in termini di energie recuperare il materiale,  far funzionare il proiettore e tutto l’ambaradan.
Due estati fa mi ero riproposta di scansionare le foto di famiglia di cui io sono la depositaria, ma dopo un lungo lavoro, avendo cambiato computer, ho dovuto abbandonare l’idea essendomi trovata col problema dell’incompatibilità tra software. Quelle foto scansionate ora sono conservate nella memoria del pc che saggiamente non ho scartato, in attesa di una soluzione. Chissà che prima o poi non riesca a trovare qualcuno che mi possa indicare la strada da percorrere per riappropriarmi di quelle immagini già digitalizzate.