#etmooc. Piacevoli sorprese

Continuo a divertirmi e a stupirmi, imparando.

Vincendo timore e ritrosia sono intervenuta per la prima volta in Chat Tweet Twitter#etmooc per chiedere il motivo per cui su Diigo ci sono due gruppi #etmooc.

Ammetto di aver accolto con un pò di stupore l’elenco dei links presente nell’Introduction to Connected Learning, For #etmooc – January 21, 2013, ma ho dovuto constatare che la lista  è utile per l’immediatezza d’uso e, al contempo, rappresenta un vero e proprio forziere di risorse.

Qualche esempio:

compositore e direttore d’orchestra a cui venne l’idea di trovare una cinquantina di persone che cantando la loro parte – soprano, contralto, tenore, basso – ovunque si trovassero nel mondo, di invitarle a  mettere il video su YouTube, per farne un video unico e creare un coro virtuale. Qui  Eric Whitacre racconta la storia del coro virtuale.

È un’ opera d’arte digitale che crea una rappresentazione di una banconota da 100 dollari. Usando uno strumento personalizzato di disegno, migliaia di persone che lavorano in modo isolato le  une dalle altre dipingono una piccola parte del disegno senza la conoscenza del compito complessivo […]  L’opera si presenta come un pezzo di video con tutti i 10.000 pezzi in corso di elaborazione contemporaneamente. Il progetto esplora le circostanze in cui viviamo, una combinazione di nuovo e d’inesplorato dei mercati del lavoro digitale, “crowdsourcing”, “economie virtuali” e la riproduzione digitale.

Il primo di febbraio 2013 è stato pubblicato il progetto di crowdsourcing Lipdub attraverso # etmooc, a cura di @ stumpteacher. A scanso di equivoci ho voluto controllare su wikipedia le voci

  1. Crowdsourcing 
  2. Lipdub

Da qui in poi è stato puro divertimento, sorprese, senso di appagamento, intima soddisfazione. Ma è bene che io proceda con ordine.

Grazie al collegamento esterno Lip Dub Hub ho modo di ritrovare e risentire un brano di Lady Gaga di cui non ero riuscita a rintracciare il titolo e che mi era piaciuto fin dalle prime note, Bad Romance; qui il video.

Dato che i partecipanti al progetto lipdub, in seguito ad una votazione, hanno scelto quale brano  “Non Stop Me Now” dei Queen,  ho voluto cercare il testo tradotto in italiano del quale riporto alcuni versi

[…]

mi sento vivo e capovolgerò il mondo, sì

e fluttuando qui intorno in estasi

quindi non fermarmi ora, non fermarmi

perché mi sto divertendo, mi sto divertendo

[…]

Un’ultima chicca: Genius Hour Guidelines  risorsa pescata su ETMOOC group diigo.

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#oped12. Come arrivare al superamento del concetto di copyright.

Con questo articolo mi propongo di riflettere sulle letture consigliate e di considerare alcuni apporti italiani al tema. Essendomi confrontata in altre occasioni con questo argomento mi limito a considerarne ora solo alcuni aspetti; più precisamente mi focalizzo su quelli che per me hanno rappresentato, e insieme, aggiunto sorpresa, significato e nuova comprensione. Così dapprima mi concentro sul funzionamento del diritto d’autore

  • proponendo la metafora della torta presa in prestito da Simone Aliprandi un« giovane e attivo avvocato che da anni si dedica  all’attività di divulgazione in materia di diritto d’autore e specificamente di nuovi modelli di gestione del diritto d’autore (copyleft, open content, Creative Commons…)» e
  • riportando pratiche e opinioni critiche su alcuni espedienti  usati per bloccare la diffusione delle opere: SIAE – DRM.

Successivamente rivolgo l’attenzione sulle soluzioni indicate da Fogel per superare il concetto di copyright.

Per quanto concerne il primo punto propongo

la mia Trasposizione de LA METAFORA DELLA TORTA

Per quanto riguarda il secondo ricorro a due articoli apparsi su due importanti quotidiani nazionali e ad articoli ricavati dal sito web InterLex.

Sergio Rizzo nelle colonne del Corriere della sera del 26 giugno 2012 denuncia La grande famiglia dei dipendenti Siae Quattro su dieci legati da «parentela.  Stipendio di 64 mila euro e benefit: bonus lavanderia  e di penna. Eppure ci sono 189 cause di lavoro»

Anche Guido Sforza nell’articolo «Siae: sprecona e ultima monopolista», pubblicato ne Il Fatto Quotidiano online del 29 settembre u.s., denuncia gli sprechi della SIAE, la Società Italiana degli Autori ed Editori la cui funzione istituzionale è la tutela del diritto d’autore, definendola «la peggiore tra le società di gestione ed intermediazione dei diritti operanti in Europa.»

Il ricorso a DRM,  Digital Rights Management, ovvero “gestione dei diritti digitali, è per Andrea Monti una limitazione della libertà ottenuta attraverso l’ incorporazione nei sistemi delle routine di software che impediscono determinate operazioni.

Corrado Giustozzi sostiene che I meccanismi di DRM non funzionano e non funzioneranno mai e si chiede « quanto tempo ci metterà l’industria a capire che il controllo tecnologico sui dispositivi è sbagliato ed antistorico, e a cambiare di conseguenza il proprio atteggiamento. Purtroppo, come ci dice ancora A. Monti (DRM: l’inaccettabile limitazione dei diritti dell’utente) non sembrano esserci molti segnali che inducano all’ottimismo.»

Ne La promessa di un mondo senza copyright Karl Fogel afferma «La storia del copyright ci spiega come esso sia nato per proteggere un modello di business e non gli interessi degli artisti. E sia stato originato dalla censura.»
Dice inoltre
« [ … ] Ciò per cui le aziende discografiche combattono è molto più grande. Combattono per mantenere uno stato mentale, un’attitudine verso il lavoro creativo, la quale dice che qualcuno deve possedere i prodotti della mente e controllare chi può copiarli […]»
Ma soprattutto prospetta delle vie d’uscita col ricorso al sistema della soglia di garanzia e al sistema della donazione volontaria «si può arrivare al superamento del concetto di copyright, in un mondo in cui la creatività non sia dominata dal denaro. L’alternativa è ritornare alla censura.» Ci elenca le fasi in cui si articola il sistema di garanzia:

  1.  l’autore di una nuova opera comunica in anticipo quanti soldi saranno necessari per la realizzazione dell’opera; questi soldi costituiscono la “soglia”.
  2. Un’organizzazione di intermediari raccoglie dal grande pubblico le garanzie con diversi importi. Quando il totale delle garanzie raggiunge la “soglia” l’intermediario stipula con l’autore un contratto in cui vengono inserite le garanzie raccolte.
  3. Quando ci sono i soldi per raggiungere lo scopo desiderato, a ciascuno viene chiesto il pagamento della quota di garanzia.
    L’intermediario tiene impegnati i soldi, pagando l’autore secondo una scaletta con esso stabilita nella fase di negoziazione del contratto. Il resto dei soldi verrà pagato quando il lavoro sarà completato e reso pubblicamente disponibile non solo ai contribuenti del fondo ma in generale a chiunque. Se l’autore non conclude il lavoro, l’intermediario restituisce i soldi ai contribuenti del fondo.

Del metodo sono in grado di fornire almeno due esempi con i progetti di due amici: