Stiamo evolvendo verso un mondo monolingue?

Buttando l’occhio sul sito IEML per verificare la presenza di novità, ho scoperto che ad opera di Jonathan Pool le faq si sono arricchite di una nuova voce.  Letto velocemente l’intervento che a causa della  sua specificità ho compreso solo parzialmente, incuriosita dal tema introdotto, ho deciso di seguire e aprire il link segnalato.

Il risultato finale dell’esplorazione complessiva da un sito web ad un altro sito si sostanzia nella scaletta che di seguito presento:

  • Faq IEML,
  • Panlex.org,
  • Progetto Rosetta,
  • Glossario globale,
  • Online utility. org,
  • Bbc strumenti digitali,
  • Forbes  e Globish,
  • Basic_English.

Il filo conduttore  che unisce e accomuna le diverse risose, con l’eccezione delle ultime due in elenco,  è costuito dal problema comunicativo fra le diversità linguistiche, tema questo a cui sono particolarmente sensibile come si può ricavare da alcuni miei interventi, per esempio qui e qui 

Come risolverlo?  Con gli strumenti del cyberspazio, se svariate sono le applicazioni informatiche disponibili, comune è l’uso del computer e di Internet.

Una brevissima interpretazione d’insieme per ciascuna risorsa, unitamente all’esplicitazione dei temi principali affrontati potrà essere d’aiuto per conservare una traccia del contenuto.

Mi sono già intrattenuta su IEML  qui  e qui, aggiungo perciò solo pochi elementi. Il progetto mira a a creare una lingua artificiale progettata per essere gestita  dal computer e in grado di esprimere le sfumature semantiche e pragmatiche delle lingue naturali. Questo metalinguaggio può essere utilizzato per includere la gestione della conoscenza semantica e l’indirizzamento dei dati digitali.

PanLex, alla base del progetto sta la visione che  migliaia di linguaggi umani possono prosperare nel futuro a lungo termine, è pensato per contribuire a rendere tutti i linguaggi umani utili per la comunicazione globale, facilitando la traduzione di qualsiasi parola di qualsiasi lingua in qualsiasi altra lingua.  Come opera? attraverso la consultazione di migliaia di dizionari sta costruendo un datatbase open source, ancora in fase di sviluppo.

Progetto Rosetta è una collaborazione globale di specialisti di lingua e di madrelingua che lavorano per costruire una biblioteca digitale delle lingue umane accessibile al pubblico; collabora strettamente con PanLex presso la Fondazione Long Now. Il progetto Rosetta sta lavorando per costruire una raccolta digitale  di documentazione aperta e pubblica nel mondo di circa 7.000 lingue. Accanto a questa collezione digitale, il progetto ha creato anche il Rosetta Disk, un backup analogico progettati per durare per migliaia di anni.

Glossario globale è un dizionario online, organizzato come una raccolta di glossari bilingue. Ciò che lo distingue dagli altri dizionari online è rappresentato dalla sua grandezza, conta milioni di voci, è massicciamente multilingue, che copre molte combinazioni di lingue, è costruito interamente elementi open-source. Glossario globale è stato creato per portare tutti i dati dei molteplici dizionari open source presenti in internet in un unico luogo, facendo in modo che la loro produzione sia facilmente accessibile a tutti.

Forbes  e Globish, la rivista americana prendendo in esame la lingua inglese rileva che  è la lingua globale del business, ma  è anche la lingua nativa di poche persone, ed è notoriamente difficile da imparare. La globalizzazione comporta la necessità di un linguaggio globale  e il predominio della lingua inglese sembra inevitabile per un buon tempo lungo. Quelli con il dono per l’apprendimento delle lingue si trovano in una posizione di grande vantaggio. Per tutti gli altri, perché non iniziare con Globish?

Online utility. org è un progetto che si propone di fornire il maggior numero utilità del computer on-line  a tutti gli utenti di tutto il mondo. L’uso è   gratuito. Si sostanzia in alcuni strumenti software online rivolti agli studenti di lingua inglese, insegnanti, giornalisti, scrittori, studenti; il software in particolare può essere utilizzato nella didattica, nell’apprendimento, nella ricerca linguistica.

Basic_English. l’Inglese di base è una selezione di 850 parole inglesi, usate in semplici schemi strutturali,  è sia un linguaggio internazionale ausiliario  sia  una prima fase autonoma per l’insegnamento di qualsiasi forma di lingua inglese più ampio o standard. Un sottoinsieme, non si disimpara.

Aspirando a trarre un bilancio dei proventi della navigazione testé descritta posso ritenermi soddisfatta per una molteplicità di  ragioni prima fra tutte l’aver compreso che esistono diverse strategie per far sì che  la globalizzazione non comporti necessariamente la scomparsa della diversità linguistica.  Si veda a tal proposito l’articolo Strumenti digitali  per salvare le lingue grazie al quale ho potuto rivedere la mia perplessità, qui espressa, sull’opportunità di avere  wikipdia in versione  veneta. Su Facebook Noongwa e-Anishinaabemjig: People Who Speak Anishinaabemowin Today, un gruppo di persone che si incontra settimanalmente per imparare e conservare lingua e cultura  dà prova del fatto che strumenti moderni stanno ponendo degli argini alla disfatta dell’estinzione di molte lingue.

Una conferma di certe mie convinzioni e propositi e ad un tempo un’ ispirazione è quanto contenuto nella sezione Come imparare l’inglese che metterò in pratica mentre aspetto con trepidante curiosità, la risposta che P.Levy senz’altro non mancherà di dare alla domanda da cui ha preso avvio questo post.

#IEML – Condividere informazioni attraverso le FAQ

Mi propongo con questo mio nuovo post di riconsiderare La filosofia IEML argomento già incontrato ed esaminato nel corso della ventiduesima settimana di #change11 e sul quale ho presentato un resoconto, qui reperibile. Per incrementare la mia comprensione della materia penso sia utile partire da una serie di domande nella convinzione che esse possano mettere a fuoco l’oggetto dell’indagine che mi accingo a compiere.

Consultando le pagine del sito IEML (Information Economy MetaLanguage: metalinguaggio dell’economia dell’informazione) ho notato che nella sezione forum (versione in francese) compare la pagina delle Faq, Frequently Asked Questions. Passandole in rassegna comprendo che rispondono al mio bisogno di indicare con esattezza i termini del problema; noto anche che a stilare le Faq è Pierre Levy in persona, decido perciò di utilizzarle e, dopo averle sintetizzate, riproporle qui.

  • Denotazione. […] All’interno IEML esistono delle strutture per “flettere” la connotazione?
  • Esperanto. IEML è solo una nuova versione dell’Esperanto?
  • IEML è “occidentale”? non impedisce la formulazione di concetti e strutture di pensiero orientali o “diversi”?
  • Composizionalità del significato. Come si possono comporre tutti i concetti possibili partendo da solo sei primitivi semantici?
  • Arbitrarietà delle interpretazioni del linguaggio naturale delle espressioni IEML. I descrittori del linguaggio naturale IEML non sono espressioni arbitrarie? Non è forse vero che persone diverse (o comunità) daranno diverse interpretazioni delle espressioni IEML?
  • Ontologie superiori. Dato che ci sono già troppi candidati, perché creare una nuova ontologia superiore o universale?
  • WordNet multilingue e motori di ricerca semantici. Perché occuparsi di IEML dal momento che già c’è Wordnet per la lingua inglese e anche un Euro-Wordnet che stabiliscono corrispondenze tra i diversi linguaggi naturali?
  • Web Semantic/ RDF / OWL. Il calcolo delle relazioni semantiche viene attualmente eseguita mediante l’uso di ontologie (eventualmente espresse in OWL) e aggregazione di triple RDF (mappe o argomento) ed esplorazione dei grafici che ne derivano. Allora, perché si dovrebbe aver bisogno di IEML?
  • Gödel e la verità. Gödel non provò che un «perfetto linguaggio formale», come IEML pretende di essere, è impossibile?

Messa da parte, per il momento, l’ambizione di addentrarmi nel mondo complesso dei linguaggi di programmazione, mi concentro sugli aspetti che immediatamente comprendo, mentre raggruppo le faq relative a temi che, rappresentando una sfida intellettuale cognitiva, necessitano di ulteriori accertamenti e riflessioni (futuri). Mi avvalgo, quindi, delle prime tre faq in elenco per comporre il puzzle e irrobustire con qualche altra informazione quanto ho espresso nel mio precedente post sull’argomento. Ecco il risultato.

Un “accordo” IEML, un nodo dello spazio semantico, consente di aggiungere molte sfumature e implicazioni di un concetto particolare. Gli stessi accordi fanno parte di reti semantiche. I collegamenti semantici corrispondono a complesse trasformazioni semantiche tra i nodi. Le connessioni di un nodo con altri nodi della rete stessa sono parte del significato del nodo. Il nodo è parte di una rete di trasformazione e non vi è alcun nodo di fuori di tale rete. Il significato è differenziale o relazionale.

In una rete IEML è possibile esplicitare o simulare qualsiasi tipo di operazione o di una figura retorica, anche l’ironia, connotazione, ecc.

IEML non è semplicemente una nuova versione dell’Esperanto; a differenza di esso IEML non dovrebbe essere parlata dalle persone come una seconda lingua. È una notazione scientifica dei concetti; sarà manipolato direttamente dagli scienziati informatici, dagli specialisti di architettura dell’informazione e di gestione delle conoscenze e dagli specialisti di discipline umanistiche o di scienze sociali che vogliono formalizzare i propri dati e le loro teorie.

IEML è progettato appositamente per migliorare computabilità del rapporto concetti, definendo qui computabilità come la capacità, per un sistema simbolico, di elaborare automaticamente.

IEML non impedisce la formulazione di concetti e strutture di pensiero orientali o “diversi” difatti esso ha molto in comune con la scrittura ideografica o con sistemi combinatori come I-Ching; fornisce inoltre aperte possibilità per mappare qualsiasi struttura grammaticale di una lingua naturale o per costruire complesse strutture semantiche che non hanno equivalenti nelle lingue naturali.

Riservandomi di dedicare in futuro altre riflessioni in vista di un approfondimento e di un potenziamento nella comprensione del metalinguaggio dell’economia dell’informazione, voglio ora esprimere il piacere della scoperta che le faq rimanenti, quelle più specialistiche, mi hanno procurato sollecitandomi ad avvicinarmi a realtà per me totalmente sconosciute e ad accendere qualche nuova luce sulla cultura di Internet oltre che sulla linguistica computazionale.

#change11_ Considerazioni su La sfera semantica IEML

Prendo in esame parte del materiale presentato da Pierre Levy nel corso della XXII settimana (6-12 febbraio 2012) di #change11, durante la quale ha svolto il ruolo di facilitatore. È costituito dalla panoramica, intitolata «Pierre Levy: La filosofia IEML» presente nel wiki di change mooc, e dal capitolo 1 del libro La sfera semantica calcolo, cognizione ed economia dell’informazione scritto dal filosofo e ricercatore.

Introducendo il suo pensiero l’autore rileva che dopo l’invenzione della scrittura, dell’alfabeto, della stampa e dei mass media elettronici si sia ora all’inizio del quarto grande cambiamento antropologico perché i simboli possono essere trasformati da automi massicciamente distribuiti nel mezzo digitale. Evidenzia anche che «una memoria digitale partecipativa comune a tutta l’umanità è in fase di creazione» ma che svariati problemi ostacolano il suo uso. Fra questi annovera l’opacità semantica, l’incompatibilità dei sistemi di classificazione e la frammentazione linguistica e culturale.

Per comprendere la complessità della situazione  può essere utile interrogarsi su alcuni aspetti:  come trasformare l’oceano di dati in conoscenza?  Come trasformare il medium digitale in un osservatorio che riflette l’ intelligenza collettiva? Come sfruttare questo nuovo mezzo per migliorare il processo di cognizione sociale e controllare lo sviluppo umano?

L’autore esplicita il proposito di presentare un nuovo sistema per codificare significati che consentirebbe operazioni sul significato nella nuova memoria digitale di diventare trasparente, interoperabile e computabile.

Ragionando sul sistema di codifica semantica l’autore rivela che la sua ricerca negli ultimi quindici anni è stata dedicata all’invenzione d’un sistema simbolico in grado di sfruttare la potenza di calcolo, la capacità di memoria e l’ubiquità del mezzo digitale. Questo sistema simbolico si chiama IEML (Information Economy MetaLanguage: metalinguaggio dell’economia dell’informazione). Si tratta di:

  1. un linguaggio artificiale che si traduce automaticamente in lingue naturali;
  2. un linguaggio di metadati per l’etichettatura semantica collaborativa dei dati digitali;
  3. un nuovo strato d’indirizzamento del mezzo digitale (indirizzamento concettuale) che risolve il problema dell’interoperabilità semantica;
  4. un linguaggio di programmazione specializzato nella progettazione di reti semantiche;
  5. un sistema di coordinate semantiche della mente (la sfera semantica) che consente la modellazione computazionale della cognizione umana e l’autosservazione d’intelligenze collettive.

È convinzione del ricercatore che lo sviluppo e l’uso di IEML potrebbe portare ad una rivoluzione epistemologica nelle scienze umane e sociali. Potrebbe anche diventare un importante strumento nelle mani delle comunità umane per creare, assimilare e gestire la conoscenza. Tutto questo va nella direzione d’un aumento dell’umana intelligenza collettiva legata ad un generalizzato apprendimento sociale continuo.


Considerazioni finali. Non nascondo d’aver vissuto momenti di scoramento perché presa nel mezzo fra l’interesse ed il fascino esercitato dalle proposte e l’ostacolo della barriera linguistica rappresentato dalla lingua franca per eccellenza, l’inglese, che mi richiede un impegno significativo. Forse, tuttavia, anche allo svantaggio linguistico è ascrivibile lo slancio con cui ho accolto la proposta della settimana corrente sulla quale riflettere, poiché rappresenta la risposta a un’esigenza da me profondamente avvertita.

Alla conclusione della settimana, particolarmente intensa e complessa, mi ritrovo soddisfatta e arricchita avendo avuto l’onore e la fortuna d’incontrare virtualmente il professor Levy ed i risultati della sua ricerca. Si tratta di un’attività che a mio avviso è destinata a svolgere un ruolo da protagonista nel panorama scientifico mondiale e che contribuirà al succitato salto evolutivo. Ciò che mi ha colpito in modo particolare è l’affermazione che definisce IEML «un protocollo intellettuale finalizzato ad espandere le possibilità di dialogo interpretativo intorno ad una memoria digitale comune» un dialogo, aggiunge il ricercatore, che dovrebbe essere inteso come translinguistico, transculturale, transreligioso, transpartisan, transdisciplinare e transistituzionale.

Da profana di programmi di linguaggi di programmazione quale sono mi limito a sottolineare il fascino esercitato da una visione ispirata a valori etici ed esprimere gratitudine per la condivisione d’un viaggio di scoperta e dell’avventura intellettuale che lo ha portato a sviluppare il metalinguaggio.