#change#etmooc#loptis. Ritorno

L’estate e il caldo mi debilitano. Ecco spiegato il lungo e prolungato silenzio che deliberatamente ho mantenuto, assecondando un naturale istinto di sopravvivenza. L’attività, qui non manifesta, si è spostata su Flickr a cui ho affidato scoperte, sorprese, più o meno piacevoli, esplorazioni…

Ginevra, la mia cagnetta, oramai è diventata la mia vivace compagna di passeggiate e, al contempo, veicolo di una comprensione più approfondita anche dei comportamenti uomini.

Ho rappresentato con Vue una delle letture concluse che ha suscitato particolare interesse Musica distante, autore Emanuele Trevi.

A presto, afa permettendo.

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Opportunità di apprendimento

Obiettivo di questo post è riferire sul recente viaggio che ho fatto a Roma, in treno, volendo far visita a mio figlio e alla mostra PAUL KLEE E L’ITALIA.

Come evitare di snaturare questo blog proponendo temi non conformi? Quale è la sfida che mi attende?

La risposta credo stia nella legittimazione dell’argomento in questo mio blog tematico di e-learning.

Per l’occasione ho acquistato online il biglietto di andata e ritorno sul Freccia Argento pomeridiano, che permette di raggiungere direttamente la capitale senza dover ricorrere a un cambio di treno. Seduta  su un posto che ho potuto scegliere, in una carrozza di prima classe, diversamente da quello che è impossibile ottenere nelle carrozze di seconda, ho avuto modo di guardarmi attorno, di ascoltare conversazioni, di trasalire allo squillo di suonerie sempre troppo alte dei cellulari che popolano borse e tasche dei viaggiatori.

Inevitabilmente mi sono trovata a ripensare ai numerosisssimi viaggi che ho fatto in treno nel corso della mia vita, cercando di mettere a fuoco i cambiamenti che nel tempo sono avvenuti; a volte sono stati sostanziali altre irrilevanti.

Mentalmente ho pianificato di esperire, una volta tornata a casa, una duplice ricerca una relativa al treno e l’altra alla mostra, nella convinzione che gli esiti di una mirata ricerca nel web possano sostenere i ricordi con informazioni più precise. Ho pensato anche di condividere in rete il risultato dell’intero processo.

Sinteticamente riferisco sui cambiamenti di nome e sull’insieme di cose che assicurano comodità.  Il treno accelerato è diventato treno locale, poi treno regionale; c’erano il treno diretto, il treno direttissimo diventato espresso; il treno rapido poi denominato espresso. Il livello di comfort ovviamente era diverso per comodità del sedile, rumore, vibrazioni, temperatura, affollamento.Variavano la tipologia di vetture, i servizi offerti e la quantità di fermate effettuate.

Riferisco su altri ricordi qui.

 

Raggiunta la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, per accedere alle sale che ospitano la mostra si attraversa la Sala delle Colonne che  risulta pavimentata da cento lastre di specchio. «Pavimento Specchiante di Pirri è la prima opera del nuovo allestimento della GNAM. […] L’opera di Pirri, recita un articolo di eArtitude,  può essere analizzata sotto molteplici aspetti (storico, psicologico) e ci porta a riflettere sul significato della frantumazione. Il senso della prima sala è quello di una sala d’orientamento: un luogo di passaggio, di meraviglia, di ingresso al museo».

È visibile nei primi fotogrammi del video .

A mio modo di vedere l’effetto è certamente suggestivo.

Estrapolo da un file docs.google « [… ] La mostra Paul Klee e l’Italia analizza l’influenza della cultura e dei paesaggi del nostro paese sul lavoro dell’artista rapportandosi alle varie fasi della sua biografia artistica dagli inizi al periodo Bauhaus e agli ultimi anni solitari a Berna […]». Della mostra propongo di seguito un video che fornisce una sintetica ma efficace presentazione, al contempo segnalo che un’esposizione più estesa è disponibile qui.

Paul Klee e l’Italia alla GNAM- di televisum

Si può avere una spiegazione alla parziale delusione che ho riportato dalla visita dalla lettura dell’articolo del Corriere della sera / Roma del 9 ottobre 2012 di cui riporto il titolo dell’articolo  «Paul Klee alla Gnam, una mostra dimezzata. Delle 75 opere annunciate, esposte solo una quarantina. Le aveva promesse il Zentrum di Berna, ma poi ha disdetto».

Debbo tuttavia riconoscere che, sebbene le aspettative fossero altre, la mostra ha per me il merito di aver favorito il mio avvicinamento alla figura del pittore del quale desidero approfondire la conoscenza attraverso la lettura dei suoi diari che a breve troveranno posto sul comodino.

È riuscita la legittimazione dell’argomento? Che ne pensate?

 

#mobimooc12. Riflessioni conclusive

MobiMooc12 sta volgendo al termine, il 30 prossimo chiuderà i battenti, è tempo  che io faccia un bilancio di questa mia nuova esperienza di cMOOC. Non nego che la sua conclusione affievolisce il senso di insoddisfazione che mi ha accompagnato in queste settimane, un’inquietudine dovuta al fatto che non sono riuscita a interagire in modo conforme a quanto preventivato. Mi rimprovero di essermi lasciata disturbare dagli aggiornamenti giornalieri relativi ai forum di discussione a cui mi sono iscritta, ipotizzando di essere in grado di interagire fluidamente. Così non è stato pur non essendo mancata l’interazione attraverso questo mio blog, la condivisione di risorse col gruppo mobimooc su Facebooc, qualche intervento in lingua inglese nel forum di discussione globale. Non dimentico  lo scoglio della lingua che in questo contesto ha fatto sentire maggiormente la sua influenza inibitoria.

Nonostante ciò mi ritengo soddisfatta per l’apprendimento acquisito e soprattutto per lo squarcio operato nel pianeta mobile learning che  pregiudizialmente avevo ritenuto a me precluso.

Sì, #mobimooc12 si è rivelato una valida bussola.

fonte wikimedia

Ora potrò dedicarmi a tempo pieno a #oped12, in attesa dell’avvio di #CFHE12.

 

Post correlati (in ordine cronologico)

Esplorazione degli spazi di #mobiMOOC

#mobiMOOC12: condivisione dei segnalibri tramite Delicious

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#mobiMooc, The basic concepts

#mobiMooc2012, Possible or probable?

#mobimooc2012, Sulla condivisione degli strumenti mobili e sul curriculum mlearning

#change11 – A proposito di apprendimento e cambiamento

Dopo aver sfogliato il gruppo Flickr “Citazioni famose a proposito di apprendimento e cambiamento” come richiesto dalle attività suggerite da Alec Couros  mi sono attivata per dare  vita e corpo alla mia idea.

L’immagine può essere vista anche  qui e nel mio album su Flickr.

Il pozzo è l’immagine della natura dell’uomo che, per sé e per chi gli si avvicina, può essere risorsa, sorgente, possibilità di soddisfacimento della sete di sapere, conoscere, comprendere., insegnare…

Può accadere che trascurando di coltivarsi, non utilizzando e non valorizzando i propri talenti, nella sua vita si dedichi ad attività meschine e improprie. Degradandosi non potrà essere accostato da nessuno.

Può anche accadere che un uomo capace sia misconosciuto, ciò è un vero peccato giacché le sue ricchezze vanno sprecate.

Esiste un’ulteriore possibilità, quella che vede il riconoscimento dei meriti, delle qualità di un uomo che non ha trascurato di coltivarsi interiormente e culturalmente. Il suo pensiero, le sue parole costituiscono alimento certo per le persone che gli si avvicinano.

Nel tempo dell’abbondanza Internet e la Rete sono la realtà in cui un individuo interagisce, si forma e cresce, ciò comporta la necessità d’avere una piena padronanza della propria identità digitale che è

  • mezzo di emancipazione,
  • una componente critica per consentire la partecipazione nella società globalizzata della conoscenza,
  • l’ingrediente da utilizzare per stabilire una rete di contatti o per interagire con altre persone in modo digitale.

 

# Change11- Riflessioni intermedie

Il corso # Change11 ha raggiunto la metà del guado, e da due giorni è incominciata una pausa necessaria di due settimane. Imitando Mackness Jenny che nel suo ultimo messaggio riflette sulle prime quattordici settimane e sui traguardi raggiunti, posso dire di aver partecipato a due MOOCs (PLENK 2010 – CCK11) e 1/2 Change11 , scrivendo 14 o 15 post in queste quattordici settimane. Il percorso è stato impegnativo ma mai noioso.

Leggendo qua e là ho colto alcuni commenti negativi sulla frequenza: sembra che la partecipazione nel tempo si sia affievolita, tuttavia io non ho nè sentito nè avverto la necessità che siano portati cambiamenti all’impianto generale.

Downes nella newsletter di oggi osserva che la partecipazione  non è poi così bassa visto che  in aggiunta alle oltre 2000 persone che ricevono la newsletter quotidiana, «abbiamo avuto 38.000 visite e 135.000 pagine lette durante le 14 settimane di corso – e questo è solo il sito principale, senza contare tutti i Twitter e blog letto su altri siti. Sono stati raccolti 1.300 post sul blog e quasi 2500 tweets – si può leggere 766 messaggi blog online». Mi pare un traguardo notevole!

Per quel che mi riguarda, in particolare desidero evidenziare alcuni importanti risultati:

  • ho incominciato a realizzare in lingua inglese brevi commenti a post con cui sono entrata più in risonanza
  • ho ricevuto commenti da colleghi di #change11
  • ho stabilito connessioni con persone per me particolarmente significative italiane e non
  • ho deciso di partecipare al corso di Editing multimediale diventando così una corsista della blogoclasse.

I’m a motivated lifelong learner!                             🙂

#change11 Considerazioni sull’apprendimento lento

Ragiono oggi sull’apprendimento formale, permanente, informale, lento, avendo cura di osservane/descriverne i tratti distintivi, soffermandomi poi sulla situazione d’apprendimento ideale.

Sullo sfondo del ragionamento sta una domanda preliminare: lifelong learning, apprendimento informale e apprendimento lento sono in relazione fra loro?

La risposta va tratta alla spiegazione del significato di ciascuna espressione.

Procedo effettuando con WikiMindMap una ricerca in Wikipedia, inserendo nella stringa apposita le parole «lifelong learning», ottenendo i risultati visualizzati in una mappa di parole correlate all’argomento.

Sintetizzando posso dire che lifelong learning è un iperonimo, comprendendo esso l’istruzione e la formazione di tipo formale e non-formale/informale. Mentre l’apprendimento formale implica il sistema di scuola strutturato gerarchicamente (dalla scuola elementare all’Università) e organizzato secondo programmi, quello informale descrive un processo permanente in cui le persone acquisiscono atteggiamenti, valori, competenze e conoscenze dall’esperienza quotidiana declinate in diversi ambienti (famiglia, lavoro, amici, ecc.).

Afferma Clark Quinn facilitatore di # change11 MOOC (Massively Open Course Online) nel proporre l’apprendimento lento quale argomento di riflessione della XIII settimana: «I nostri approcci d’apprendimento formale troppo spesso non procedono secondo il reale funzionamento del nostro cervello […]. Ora però disponiamo d’una tecnologia che permette di soddisfare e rispondere alle diverse esigenze. A porsi come limite non è più la tecnologia, ma la nostra immaginazione. La domanda da porsi è: che cosa stiamo facendo e dovremmo fare con questa tecnologia?

Nel suggerire il concetto d’apprendimento lento spiega che si tratta di una sorta d’irrigazione a goccia contrapposta  alla metafora del diluvio, è un cuneo per contribuire a guidarci fuori dal modello basato sugli eventi e cominciare ad affrontare le questioni che solleva: pedagogia, curricula, infrastrutture, tecnologia, politica e altro ancora.

Prospetta un mentore d’apprendimento personale che agisca come un GPS, una guida per tutta la vita, con un modello d’intervento d’una piccola quantità di contenuto o attività in un momento particolare. È dell’opinione  Quinn che un GPS sia  una buona metafora per un sistema metacognitivo ben sviluppato che permette di riconoscere un problema, di determinare le lacune d’apprendimento e di classificare i concetti per un uso futuro».

Efficace  a mio parere il punto di vista di Jay Cross, che trova interessante guardare l’apprendimento come un processo, non come un evento;  osserva anche che questa visione si trova in sintonia con il modo di George Siemens di guardare alla conoscenza che è soggettiva, è comune; è un accumulo di info-scarti e di collegamenti, ma non finisce mai.

Riconosco che l’idea d’un mentore d’apprendimento personale esercita un indiscusso fascino, ma non credo che rappresenti la mia situazione d’apprendimento ideale: nell’esplorazione dell’esistenza riconosco solo il cielo come limite e  il tempo come prezioso alleato.

The Chinese Bamboo Story recepito attraverso John Mak