#CCK11 precipitata nella complessità

Il senso di smarrimento che ha accompagnato la settimana che sta volgendo al termine è il risultato di una pressante sollecitazione proveniente da più parti che mi ha indotto a fornire risposte e mutare comportamento in breve tempo.

Da quali fonti sono giunte le sollecitazione?

  • le attività del master universitario in e-learning che sto seguendo: a) progetto di lavoro sul diritto d’autore nell’ e-learning; b) apprendimento del linguaggio UML; c) realizzazione di diagrammi di stati e di classi attraverso Argo UML; d) imparare a metadatare risorse di apprendimento realizzando Learning Objects in standard SCORM utilizzando Reload (software prima d’ora da me sconosciuto); e) imparare a conoscere (per usare) ambienti di sviluppo Learning Object eXeLearning, Xerte, CourseLab, Wink;
  • la necessità e il desiderio di tenermi connessa con quanto accade in CCK11, studiare, riflettere sul tema: la teoria della complessità e CAS;
  • la sostituzione del vecchio computer con uno nuovo e la conseguente necessità di imparare a orientarmi in esso.

Gli stimoli condividono una caratteristica: sono tutti (master, CCK11, io) sistemi complessi, come lo è Internet. Ciò significa che piccole variazioni nei comportamenti degli elementi possono generare effetti inimmaginabili.

Per evadere i punti sopra indicati Ho dovuto far fronte a una sfida: trovare rapidamente le migliori risposte possibili di adattamento alle mutate condizioni della macchina (computer) e della possibilità di usare il software necessario.

Ho dovuto confrontarmi con l’imprevedibilità, la discontinuità, il non equilibrio e altro.

Dopo aver visionato le letture consigliate in ambito CCK11 sul tema di studio della settimana ho voluto esplorare la rete in lingua italiana

Cosa dice la teoria della complessità?

Attraverso Google apprendo che «il centro italiano maggiormente impegnato in ricerche sulla complessità è l’Università di Udine e il riferimento internazionale resta l’Istituto di Santa Fe» (fonte).

Trovo risposte interessanti (qui) in cui sono esposti i sette principi della complessità

  • auto-organizzazione,
  • orlo del caos,
  • principio ologrammatico,
  • impossibilità di previsione,
  • potere delle connessioni,
  • causalità circolare,
  • apprendimento try & learn

Un video che ritengo interessante Did You Know? Evidenzia l’inarrestabile velocità con cui il mondo si sta evolvendo in virtù dell’aumentare delle connessioni tra i singoli elementi che lo compongono. Considerata la celerità con cui sta crescendo, c’è da chiedersi come sarà possibile comprendere e gestire una tale complessità alla rapidità?

Il primo passo è cercare di affrontare un cambiamento culturale;  conoscere le idee di Morin potrà aiutare.

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Aspettando l’avvio di CCK11


Data: 17 gennaio 2011 – 11 aprile 2011

Tecnologie utilizzate: una varietà di tecnologie, per esempio, i blog, Second Life, lettori di RSS, UStream, ecc . Le risorse del corso saranno forniti utilizzando gRSShopper e seminari on-line forniti mediante Elluminate.

Facilitatori: George Siemens e Stephen Downes

Struttura del corso

Settimana 1: Che cosa è Connettivismo?

Settimana 2Modelli di connettività:

Settimana 3: Conoscenza connettiva

Settimana 4: Che cosa rende Connettivismo Unico?

Settimana 5:: Gruppi, le reti e collettivi

Settimana 6: Personal Learning Environments & Networks

Settimana 7: Sistemi complessi adattivi

Settimana 8: Potenza e Autorità

Settimana 9: L’apertura e trasparenza

Settimana 10: Net Pedagogia: Il ruolo dell’educatore

Settimana 11: Research & Analytics

Settimana 12: Cambiare opinioni, sistemi di cambio: Dalla base alla politica

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CCK11

Grazie a John Mak, fondatore del gruppo Connectivismeducationalearning in Facebook,  vengo a conoscenza del prossimo avvio del nuovo corso online Connettivista denominato «Connettivismo e conoscenza connettiva».

Senza esitazioni, rispondendo all’invito, ho espresso la mia volontà di partecipare e successivamente ho provveduto alla mia  registrazione al corso.

Dallo stesso Downes, che su FB ha inviato un messaggio tramite Twitter, apprendo del suo ultimo,  l’ottavo, articolo su The Huffington Post in cui si legge che 17 gennaio avrà inizio il terzo corso online il cui  acronimo è  CCK11;  si snoderà nell’arco di dodici settimane.

È gratuito, non ci sono barriere alla partecipazione.

Il corso è un MOOC ciò significa che è aperto,  (può essere) enorme numericamente parlando come il primo che, per esempio, ha registrato 2200 persone, mentre il PLENK dell’autunno scorso ne ha registrate 1700.

Il termine Connettivismo designa una pedagogia basata su rete.

Per il connettivismo  la conoscenza è distribuita su una rete di collegamenti,  l’apprendimento consiste nella capacità di costruire e attraversare tali reti; la conoscenza, dunque, non è acquisita , come se fosse una cosa;  non si trasmette , come se si trattasse di un qualche tipo di comunicazione. Che cosa si impara, quello che sappiamo – sono letteralmente le connessioni tra i neuroni che si formano come risultato di un’esperienza. Il cervello è composto da 100 miliardi di neuroni , questi formano circa 100 trilioni di connessioni e sono queste connessioni che costituiscono ogni cosa che sappiamo, tutto ciò che noi crediamo, tutto ciò che immaginiamo.

Dal punto di vista del corso ciò che è importante è il processo non già il contenuto.

In un corso connettivista un discente è immerso all’interno di una comunità di professionisti e introdotto a modi di fare il genere di cose che i praticanti fanno e attraverso quella pratica, diventa più simile ai membri di quella comunità. Un corso connettivista è una comunità di educatori che tenta di insegnare ciò che hanno imparato, con l’obiettivo di consentire loro di essere in grado di aiutare altre persone ad imparare.

Sul profilo di Downes in FB trovo un quesito che  un’amica gli pone;  poiché anch’io mi ero posta lo stesso interrogativo lo ripropongo qui «Qual è la differenza fra conoscenza connettiva e costruzione di conoscenza (Scardamalia & Bereiter)? »

Stephen Downes  ha risposto in questo modo «Questo sarà il tema della settimana 4 del corso – la versione breve, però, è che la conoscenza connettiva cresce, non è costruita, è naturale, non intenzionale, ed è inerente, non rappresentativa».

È da ritenere che la curiosità sia un prerequisito per l’apprendimento?